BepiColombo, prima luce per SIMBIO-SYS: operativi i tre canali verso Mercurio

BepiColombo vicino a Mercurio con SIMBIO-SYS a bordo
BepiColombo si prepara alla fase orbitale attorno a Mercurio. A bordo del Mercury Planetary Orbiter, SIMBIO-SYS combinerà imaging stereoscopico, osservazioni ad alta risoluzione e analisi iperspettrale della superficie. Credito: ASI

La missione BepiColombo compie un passaggio decisivo verso l’osservazione scientifica di Mercurio. SIMBIO-SYS, uno dei principali strumenti a bordo del Mercury Planetary Orbiter dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), ha acceso per la prima volta i suoi tre canali ottici nella configurazione finale, acquisendo la prima immagine e confermando il corretto funzionamento del sistema dopo quasi otto anni di viaggio interplanetario.

Il test, effettuato il 15 settembre, assume particolare rilievo tecnologico perché verifica nello spazio l’operatività integrata di uno strumento chiamato a combinare tre modalità di osservazione differenti: imaging stereoscopico, riprese ad alta risoluzione e analisi iperspettrale. Una capacità che, una volta raggiunta l’orbita di Mercurio, consentirà di mettere in relazione morfologia, topografia e composizione della superficie del pianeta.

La prima luce è arrivata pochi giorni dopo la separazione, avvenuta il 3 settembre, del modulo che ha accompagnato BepiColombo durante la lunga traversata verso Mercurio. I primi dati di telemetria hanno confermato il corretto funzionamento di SIMBIO-SYS, mentre nelle prossime settimane saranno perfezionate alcune condizioni operative in preparazione delle future osservazioni scientifiche.

SIMBIO-SYS, tre sistemi di osservazione per studiare Mercurio

Il valore tecnologico di SIMBIO-SYS risiede soprattutto nell’integrazione dei suoi tre canali, progettati per osservare la stessa superficie con modalità complementari.

Lo Stereo Imaging Channel (STC) realizzerà immagini da due differenti angolazioni durante le orbite della sonda intorno a Mercurio. L’obiettivo è ottenere per la prima volta una mappa tridimensionale globale del pianeta, con una risoluzione fino a circa 60 metri per pixel. I dati permetteranno di ricostruire la topografia e identificare crateri, strutture tettoniche, morfologie vulcaniche e altre caratteristiche geologiche.

Su una scala molto più dettagliata opererà l’High Resolution Imaging Channel (HRIC), progettato per raggiungere una risoluzione di circa 6 metri per pixel. Il sistema consentirà di esaminare strutture non distinguibili nella mappatura globale e approfondire l’analisi di crateri da impatto, formazioni geologiche e tracce dell’attività vulcanica.

A completare l’architettura osservativa sarà il Visible and Near-Infrared Hyperspectral Imager (VIHI). A differenza dei due canali dedicati principalmente alla morfologia, VIHI analizzerà la luce riflessa dalla superficie nelle lunghezze d’onda del visibile e del vicino infrarosso, fornendo informazioni sulla natura dei materiali e dei minerali presenti.

È proprio l’utilizzo coordinato dei tre sistemi a rappresentare uno degli aspetti distintivi dello strumento. Le immagini ad alta risoluzione potranno essere interpretate insieme alla topografia e ai dati sulla composizione, collegando le caratteristiche fisiche della superficie alla loro natura mineralogica e alla storia geologica del pianeta.

La prima attivazione ha già fornito una verifica delle capacità del sistema. «Sebbene questo sia il primo tentativo di osservare il cielo con SIMBIO-SYS, siamo stati in grado di catturare alcune stelle come puntini luminosi con STC», ha spiegato Gabriele Cremonese, ricercatore INAF e responsabile scientifico dello strumento. «Siamo estremamente soddisfatti di questo risultato, poiché esso conferma il potenziale dello strumento per garantire prestazioni eccellenti una volta che inizieremo a osservare Mercurio».

La tecnologia italiana a bordo della missione europea

SIMBIO-SYS rappresenta anche uno dei contributi italiani più significativi alla strumentazione scientifica di BepiColombo. L’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) ne ha sostenuto lo sviluppo con il supporto dell’agenzia spaziale francese CNES, mentre l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) guida la componente scientifica. Sul versante industriale partecipa Leonardo, partner dell’esperimento integrato.

Attorno allo strumento opera un gruppo composto da 118 scienziati e ingegneri di dodici Paesi, oltre ai ricercatori coinvolti nella preparazione delle osservazioni, nella gestione del payload e nell’analisi dei dati. La configurazione riflette la natura internazionale della missione BepiColombo, realizzata congiuntamente da ESA e JAXA, ma evidenzia anche la presenza italiana lungo l’intera catena che collega sviluppo tecnologico, produzione industriale e utilizzazione scientifica dello strumento.

La prima luce assume quindi rilievo anche per il sistema scientifico e industriale italiano che ha partecipato allo sviluppo e alla preparazione operativa dello strumento.

«Queste immagini rappresentano innanzitutto una conferma dello stato di salute dello strumento e ci hanno permesso di verificare il corretto funzionamento dei sistemi di acquisizione, dopo un viaggio così lungo e complesso», ha dichiarato Raffaele Pepe, responsabile ASI per le attività scientifiche e industriali di SIMBIO-SYS. Secondo Pepe, il risultato rappresenta «un passaggio fondamentale in vista delle prossime attività scientifiche della missione» e un risultato rilevante per la comunità scientifica e industriale italiana coinvolta nel programma.

La verifica arriva mentre BepiColombo si avvicina alla fase conclusiva di un viaggio iniziato con il lancio nell’ottobre 2018. L’inserimento in orbita attorno a Mercurio è previsto a partire dal 21 novembre 2026, mentre per il 9-10 dicembre 2026 è programmata la separazione del Mercury Planetary Orbiter (MPO) dell’ESA e del Mercury Magnetospheric Orbiter (Mio) della JAXA.

Con la separazione dei due orbiter, BepiColombo diventerà la prima missione a operare con due sonde contemporaneamente attorno a Mercurio. La configurazione permetterà di studiare il pianeta e il suo ambiente attraverso osservazioni complementari, mentre SIMBIO-SYS concentrerà la propria attività sulla caratterizzazione della superficie.

La fase scientifica nominale è attesa dall’aprile 2027. Da quel momento la prima luce ottenuta durante i test lascerà spazio alla funzione per cui SIMBIO-SYS è stato progettato: trasformare immagini stereoscopiche, osservazioni ad alta risoluzione e misure spettroscopiche in un insieme coordinato di dati con cui ricostruire l’evoluzione di Mercurio, dalla sua attività vulcanica e tettonica alla composizione dei materiali superficiali.

Per BepiColombo, dunque, l’accensione dei tre canali non rappresenta ancora l’inizio dell’esplorazione scientifica del pianeta. È il passaggio tecnologico che deve precederla: la conferma, dopo quasi otto anni nello spazio, che uno degli strumenti chiave della missione è pronto a entrare nella fase per cui è stato progettato.

Michelangelo Moles

Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.

Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.