
La Space Economy italiana entra in una nuova fase del proprio sviluppo, nella quale la disponibilità di capitali sarà determinante quanto le competenze industriali e tecnologiche. È questo il messaggio emerso dal Tavolo strategico sulla finanza e gli investimenti, riunito a Milano nell’ambito di Spazio Italia 2.0 – Stati Generali della Space Economy 2026, che ha visto confrontarsi Governo, Parlamento, industria spaziale, sistema bancario, fondi di investimento e principali operatori del comparto.
Promossa dall’Intergruppo Parlamentare per la Space Economy insieme all’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), l’iniziativa punta ad avviare una riflessione condivisa su nuovi strumenti finanziari, normativi e di politica industriale per sostenere la crescita del settore nel prossimo decennio, rafforzare la partecipazione dell’Italia ai programmi internazionali con ESA, NASA e le altre agenzie spaziali governative e favorire l’espansione del mercato commerciale nazionale.
La crescita della Space Economy italiana richiede nuovi strumenti finanziari
Il confronto arriva in una fase di forte espansione della filiera nazionale. Tra il 2021 e il 2024 il fatturato dell’industria spaziale italiana è cresciuto da 1,9 miliardi a 3,1 miliardi di euro, mentre gli occupati sono passati da 5.900 a 8.900 unità. Nello stesso periodo l’export aerospaziale è aumentato del 23,3% rispetto al 2022 e gli investimenti esteri del 37,1%.
Anche il mercato italiano dell’Osservazione della Terra continua a registrare una crescita superiore alla media europea. Nel 2025 ha raggiunto 340 milioni di euro, con un incremento del 73% rispetto al 2022, contro il 65% del mercato europeo.
In questo scenario, istituzioni e operatori ritengono necessario affiancare alle risorse pubbliche una maggiore capacità di mobilitare capitali privati. Secondo le stime richiamate durante l’incontro, l’economia dello spazio potrà raggiungere 1.790 miliardi di dollari di ricavi globali entro il 2035, mentre, secondo ESA, ogni euro investito nei programmi spaziali può generare fino a 4 euro di valore economico e attrarre fino a 2,8 euro di ulteriori investimenti privati.
Il presidente dell’Intergruppo Parlamentare per la Space Economy, Andrea Mascaretti, ha sintetizzato l’obiettivo dell’iniziativa: «Siamo al lavoro per costruire nuovi strumenti a sostegno delle politiche strategiche spaziali italiane e per supportare lo sviluppo del mercato commerciale nazionale della Space Economy». Una prospettiva che, nelle intenzioni dei promotori, dovrà accompagnare l’attuazione della legge italiana sulla Space Economy approvata nel 2025.
L'Italia sta consolidando il proprio ruolo tra i protagonisti della #SpaceEconomy europea. Il Governo ha scommesso fin dall'inizio sul
— Adolfo Urso (@adolfo_urso) July 13, 2026
comparto, stanziando con diversi provvedimenti oltre 10 miliardi di euro e valorizzando anche le risorse del PNRR, che hanno già consentito la… pic.twitter.com/Kkf9GDdp2e
Pubblico e privato chiamati a rafforzare la competitività del settore
Aprendo i lavori, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha ricordato come il Governo abbia destinato al comparto oltre 10 miliardi di euro attraverso diversi provvedimenti, valorizzando anche le risorse del PNRR, che hanno già consentito la realizzazione di quattro Space Factory e la nascita di una rete di 16 distretti industriali distribuiti sul territorio nazionale.
Per il Ministro, la fase che si apre richiede un ulteriore salto di qualità: «Ora è fondamentale affiancare agli investimenti pubblici una maggiore mobilitazione di capitali privati», così da sostenere lo sviluppo del settore e rafforzare la competitività della filiera nazionale.
Alla giornata di lavori ha partecipato anche il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, che ha concluso il confronto in una sessione a porte chiuse, mentre il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha ribadito il sostegno alla proposta di una Zona di Innovazione e Sviluppo dedicata al comparto aerospaziale, con particolare riferimento all’area di Varese.
Industria e finanza convergono sul ruolo strategico degli investimenti
Dal confronto con le imprese è emersa una valutazione condivisa: la competitività della Space Economy dipenderà sempre più dalla capacità di trasformare ricerca, tecnologie e competenze industriali in servizi ad alto valore aggiunto sostenuti da adeguati strumenti finanziari.
Leonardo, attraverso il Managing Director della Divisione Spazio Massimo Claudio Comparini, ha richiamato gli investimenti dell’azienda in una costellazione proprietaria di Osservazione della Terra, nel rafforzamento della Divisione Spazio insieme a Telespazio e Thales Alenia Space Italia e nei programmi dedicati all’esplorazione lunare, evidenziando la necessità di intensificare la collaborazione tra grandi imprese, PMI, startup e centri di ricerca.
Per Argotec, il CEO e fondatore David Avino ha sottolineato come il settore stia evolvendo verso servizi data-driven e capacità di elaborazione delle informazioni direttamente in orbita, rendendo strategica la capacità dell’ecosistema italiano di attrarre investimenti internazionali.
Indicazioni analoghe sono arrivate anche da PwC Italia, Thales Alenia Space Italia, OHB Italia e RINA, che hanno evidenziato l’importanza di rafforzare l’integrazione tra industria, ricerca, finanza e istituzioni per accelerare il trasferimento delle innovazioni verso applicazioni industriali e commerciali.
Più che annunciare nuove misure operative, il Tavolo strategico ha rappresentato un momento di convergenza tra soggetti pubblici e privati sulla necessità di dotare la Space Economy italiana di strumenti finanziari in grado di sostenere una fase di espansione che richiederà una collaborazione sempre più stretta tra politica industriale, mercato dei capitali e filiera produttiva.
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










