
La crescita dell’industria spaziale statunitense pone una questione che va oltre satelliti, lanciatori e nuove infrastrutture: disporre di un numero sufficiente di tecnici per l’industria aerospaziale capaci di sostenerne le attività. È su questo fronte che NASA ha deciso di intervenire con un investimento di circa 10,5 milioni di dollari, destinato a sette istituzioni chiamate a rafforzare i percorsi di formazione e ingresso nelle professioni tecniche del settore.
I finanziamenti sono assegnati attraverso la nuova iniziativa NASA Aerospace Skilled Technical Workforce Hubs, denominata anche NASA State Hubs. Il programma punta a creare, in sette Stati, ecosistemi capaci di collegare più direttamente la formazione con la domanda di competenze proveniente dall’industria.
Non si tratta soltanto di preparare ingegneri e ricercatori. Tra le professionalità indicate figurano saldatori, elettricisti, meccanici e altri lavoratori altamente qualificati che utilizzano conoscenze STEM avanzate e competenze tecniche nelle proprie attività. Profili indispensabili anche per trasformare programmi e investimenti spaziali in capacità industriali operative.
Sette hub NASA per formare tecnici per l’industria aerospaziale
Il modello scelto da NASA prevede che i nuovi hub funzionino come punti di raccordo tra datori di lavoro dell’industria, community college, programmi di istruzione tecnica e professionale delle scuole superiori e sistemi di formazione della forza lavoro.
Nei prossimi tre anni, le organizzazioni selezionate dovranno sviluppare programmi basati sulle competenze fondamentali individuate dai leader industriali, rendere più chiari i percorsi professionali attraverso formazione e apprendistato e costruire collegamenti tra imprese e persone alla ricerca di occupazione.
L’impostazione affronta quindi uno dei passaggi critici nello sviluppo della forza lavoro: ridurre la distanza tra le competenze richieste dalle aziende e quelle effettivamente disponibili sul mercato. Per il settore aerospaziale, caratterizzato da attività produttive e operative altamente specializzate, la disponibilità di personale tecnico diventa parte della capacità della filiera di sostenere nuovi programmi.
La stessa NASA collega l’urgenza dell’intervento all’evoluzione delle proprie attività di esplorazione.
“La necessità di talenti tecnici è già urgente e non potrà che aumentare con il ritorno dell’umanità sulla Luna e con la nostra attenzione rivolta a Marte e oltre”, ha affermato Elaine Ho, amministratrice associata dell’Office of STEM Engagement presso la sede centrale della NASA a Washington. “La NASA si trova in una posizione privilegiata per essere il catalizzatore e il punto di incontro che accelera lo sviluppo della forza lavoro aerospaziale americana e promuove la prossima generazione di tecnici.”
I sette finanziamenti coinvolgono il Distretto del Community College di Antelope Valley, a Lancaster in California; Georgia Tech Research Corporation; Minnesota State Colleges and Universities; Southern Utah University; Space Florida; lo State Board for Community Colleges and Occupational Education, con l’Arapahoe Community College di Littleton, in Colorado; e la Texas Space Commission.
La distribuzione territoriale è un elemento centrale del programma. Anziché concentrare l’intervento in un’unica struttura nazionale, NASA punta infatti su reti statali nelle quali formazione, politiche per il lavoro e necessità delle imprese possano essere coordinate più vicino agli ecosistemi produttivi di riferimento.
Le competenze tecniche entrano nella capacità industriale dello spazio
L’iniziativa mette in evidenza una componente della Space Economy che tende a ricevere meno attenzione rispetto alle tecnologie di frontiera: la capacità di trasformare investimenti e programmi in produzione richiede una forza lavoro articolata lungo diversi livelli di specializzazione.
La disponibilità di tecnici diventa così una variabile industriale. L’espansione delle attività aerospaziali può aumentare la richiesta non soltanto delle professionalità associate alla progettazione, ma anche di quelle necessarie alla fabbricazione, integrazione e gestione dei sistemi. In questo quadro, rendere più accessibili i percorsi che portano dalla formazione tecnica all’occupazione significa intervenire sulla base produttiva che sostiene il settore.
Gli accordi di cooperazione dei NASA State Hubs sono finanziati dall’Office of STEM Engagement attraverso il progetto Next Gen STEM. Quest’ultimo è rivolto, tra gli altri obiettivi, alla preparazione degli studenti delle scuole superiori e dei community college alle future professioni aerospaziali mediante partnership e finanziamenti competitivi.
Con i nuovi hub, NASA assume quindi un ruolo di raccordo tra istruzione e industria, cercando di accelerare la costruzione delle competenze indicate dagli stessi operatori del settore. Il valore industriale dei 10,5 milioni di dollari dipenderà dalla capacità delle reti territoriali di trasformare questi percorsi in una disponibilità effettiva di personale qualificato.
È un passaggio rilevante perché, mentre programmi lunari e prospettive di esplorazione più lontana aumentano la complessità delle ambizioni spaziali statunitensi, la capacità di realizzarle passa anche da competenze molto più concrete: quelle necessarie per costruire, assemblare, mantenere e far funzionare l’infrastruttura industriale che le rende possibili.
Fonte dati: NASA
Il team editoriale di Economia dello Spazio Magazine, il magazine di riferimento della Space Economy Made in Italy.









