Concluso progetto Space manufacturing in-situ del MUR

Space manufacturing in-situ
Credito: Distretto AeroSpaziale della Sardegna

Il progetto Space manufacturing in-situ per investimenti complessivi pari ad Euro 4.582.368,00 finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca al 50% dei costi sostenuti si è concluso alla fine dello scorso anno. Allo svolgimento del progetto hanno contribuito il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA), Ali Spa che fa capo al Gruppo Space Factory, Leadtech Srl, l’Università di Cagliari e Finis Terrae Srl sotto il coordinamento scientifico del prof. Giacomo Cao che ha svolto il relativo ruolo attraverso il soggetto capofila della compagine rappresentato dal Distretto AeroSpaziale della Sardegna (DASS).

I principali risultati raggiunti si riferiscono agli sviluppi tecnologici dell’Entry-Descent-Landing e del dispositivo per la costruzione di elementi strutturali con l’utilizzo di simulanti del suolo lunare e marziano oltre alla definizione dello studio della missione per raggiungere il pianeta rosso.

Si tratta di un progetto di elevato valore scientifico e tecnologico in quanto strettamente connesso con un programma di più ampio respiro denominato Small mission to Mars in grado di porre il settore nazionale su livelli di assoluta eccellenza e innovazione.

Il progetto” – rileva il Presidente del CIRA Tommaso Edoardo Frosini – “si inserisce in un ampio quadro strategico, che ha già visto nella sperimentazione di alcune tecnologie critiche, condotta con successo nella galleria al Plasma del CIRA, i suoi primi successi e contribuisce a rafforzare il posizionamento della filiera nazionale dell’aerospazio nei settori ad alta innovazione, valorizzando tecnologie, competenze e infrastrutture sviluppate in Italia”.

Ho mostrato forte interesse per questa iniziativa” – dichiara Norberto Salza CEO di ALI del Gruppo Space Factory – riconoscendone la visione industriale e tecnologica. I risultati ad oggi conseguiti dal progetto confermano la validità della strada intrapresa. Si tratta di un esempio di leadership italiana nel panorama delle attività spaziali più avanzate, con significative prospettive industriali”.

Il Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Chimica e dei Materiali dell’Università di Cagliari” – evidenzia il responsabile scientifico del progetto Cao – con il contributo del gruppo di ricerca costituito da Roberto Orrù, Roberta Licheri, Mariano Casu, Alessandro Concas, Nicola Lai, Antonio Mario Locci, Alberto Cincotti e delle realtà aziendali MR8, Corem, 3D Aerospazio e Innovative Materials ha conseguito, tra gli altri obiettivi raggiunti, la realizzazione di un prototipo per l’ottenimento di elementi strutturali con l’utilizzo di simulanti del suolo lunare e marziano che si basa su un brevetto che l’Ateneo aveva depositato insieme ad altri partner nel 2011 ed ha sperimentato tecnologie innovative di sinterizzazione del suolo marziano con conseguenti valutazioni sperimentali della relativa efficacia nei riguardi delle radiazioni cosmiche”.

Lead Tech” – rappresenta Pasquale Dell’Aversana – “si è occupata della costruzione del dimostratore dello scudo termico, sottolineando che l’efficacia delle soluzioni innovative proposte non era evidente a priori, perché il sistema di protezione termica, assemblato con la collaborazione del collega Michele Punzo, richiede ai materiali impiegati prestazioni che sfidano i limiti dichiarati dai produttori. Ma i test hanno dimostrato che l’intelligente combinazione dei materiali, più che le caratteristiche degli stessi materiali presi separatamente, consente di resistere ai carichi termomeccanici previsti in fase di ingresso e discesa in atmosfera marziana”.

Finis Terrae – sottolinea il rappresentante legale Paolo Bellomi – ha partecipato con entusiasmo alla esecuzione degli studi di missione che supportano la fattibilità del progetto del quale comprende la rilevanza. In particolare, ha potuto dimostrato la fattibilità del trasferimento da un’orbita terrestre ellittica ad un’opportuna orbita attorno Marte e l’iniezione del Payload in una traiettoria di ingresso utilizzando per la fase di ascesa un vettore della famiglia Vega e per il trasferimento un modulo orbitale sviluppato sulla base del progetto Vertue OPM, basato su propulsione chimica con propellenti verdi. Gli studi di missione dimostrano come il progetto sia realizzabile utilizzando esclusivamente prodotti, tecnologie, competenze e infrastrutture nazionali”.

“E’ stato un grande onore per il distretto” – conclude il Presidente del DASS Cao – “essere capofila di questo importante progetto che, sulla base dei significativi risultati raggiunti, proietta inequivocabilmente il Paese verso possibili missioni interplanetarie”.

Michelangelo Moles

Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.

Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.