DECam osserva Messier 104 e traccia una fusione galattica

La Dark Energy Camera ha individuato le deboli caratteristiche luminose di Messier 104, nota come Galassia Sombrero

La galassia Sombrero (Messier 104) è un capolavoro galattico che affascina scienziati e appassionati di astronomia. Il suo intricato sistema di ammassi globulari di stelle fornisce preziose informazioni sulle popolazioni stellari, e gli astronomi sono incuriositi dal buco nero supermassiccio al suo centro. Le sue caratteristiche visive distintive e la sua relativa luminosità la rendono una delle preferite dagli astrofili. L’affascinante storia della sua scoperta, che ha coinvolto tre stimati astronomi, le ha fatto guadagnare un posto in una delle liste più importanti di oggetti del cielo profondo. Oggi, rappresenta una delle galassie più iconiche del cielo notturno.

Messier 104 si trova a circa 30 milioni di anni luce dalla Terra, nella costellazione della Vergine (vedi mappa celeste). Con un diametro di ben 50.000 anni luce, è tra gli oggetti più grandi dell’ammasso di galassie della Vergine. Nonostante la sua imponenza, appare relativamente debole nel cielo notturno, appena al di sotto della soglia di visibilità a occhio nudo, sebbene possa essere osservata con un piccolo telescopio o un binocolo.

Questa immagine è stata catturata con la Dark Energy Camera (DECam) da 570 megapixel, realizzata dal Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti e montata sul telescopio Víctor M. Blanco da 4 metri della National Science Foundation (NSF) presso l’Osservatorio Interamericano di Cerro Tololo (CTIO) in Cile, un programma del NOIRLab della NSF.

L’incredibile risoluzione di DECam rivela le sorprendenti caratteristiche della Galassia Sombrero. Al suo centro si trova un nucleo intensamente luminoso, circondato da uno sciame di circa 2000 ammassi globulari. Una sottile fascia scura di polvere fredda e gas idrogeno traccia il perimetro del disco, dove avviene la maggior parte della formazione stellare della galassia. Il nome “Galassia Sombrero” deriva dalla sua sorprendente somiglianza con un sombrero, con il suo pronunciato rigonfiamento centrale e la scia di polvere scura che ricordano l’alta corona e l’ampia tesa del tradizionale cappello messicano.

In questa immagine è visibile anche l’enorme alone luminoso della galassia, che sembra estendersi per oltre tre volte la larghezza della galassia Sombrero stessa. Questa potrebbe essere la prima volta che l’alone viene catturato con questo livello di dettaglio e su una scala così ampia. L’incredibile sensibilità di DECam ha inoltre catturato un’ampia scia stellare che si estende dal lato sud della galassia. L’alone e la scia stellare sono popolati da stelle strappate dalle loro galassie di origine, il che suggerisce una passata fusione galattica tra la galassia Sombrero e una galassia satellite più piccola.

La storia della scoperta di Messier 104 è intrecciata con le imprese di diversi astronomi di spicco. Fu inizialmente avvistata dall’astronomo e cacciatore di comete francese Pierre Méchain nel 1781, quando era collaboratore del celebre cacciatore di comete Charles Messier. A quel tempo, Messier stava compilando un elenco di oggetti celesti non cometari, oggi noto come Catalogo Messier, per aiutare altri astronomi a distinguere questi oggetti dalle comete di passaggio.

È interessante notare che Messier 104 non trovò posto nella pubblicazione originale della lista di Messier. Tuttavia, in seguito si scoprì che Messier l’aveva aggiunta a mano alla sua copia personale. Indipendentemente, nel 1784, anche il noto astronomo William Herschel si imbatté in questa straordinaria galassia e la designò come H I.43.

Fu solo con la successiva conferma da parte dell’astronomo francese Camille Flammarion che queste due scoperte indipendenti riguardavano lo stesso oggetto che Messier 104 ottenne ufficialmente il suo posto nel Catalogo Messier nel 1921. Pertanto, grazie agli sforzi congiunti di questi astronomi in epoche diverse, la Galassia Sombrero è diventata una celebre aggiunta alla nostra conoscenza degli oggetti del cielo profondo.

Le sue affascinanti caratteristiche visive, unite alla sua accessibilità alle attrezzature amatoriali, contribuiscono alla popolarità di Messier 104 tra gli appassionati di astronomia. Gli astrofili spesso si divertono a osservare e fotografare la Galassia Sombrero, rendendola un obiettivo primario per progetti di citizen science e iniziative di divulgazione scientifica. È un soggetto eccellente per condividere le meraviglie dell’Universo con il pubblico e promuovere l’interesse per l’astronomia e la scienza.

Messier 104
Messier 104, soprannominata la galassia Sombrero, è un bersaglio popolare per l’osservazione amatoriale e la ricerca astronomica. Il suo caratteristico alone esteso e il disco ricco di polvere sono stati catturati in questa immagine dalla Dark Energy Camera (DECam), realizzata dal Dipartimento dell’Energia e montata sul telescopio Víctor M. Blanco da 4 metri della National Science Foundation (NSF) presso l’Osservatorio Interamericano di Cerro Tololo (CTIO) in Cile, un programma NSF NOIRLab.
Qui potete vedere un primo piano della Galassia Sombrero nella versione ritagliata di questa immagine.
Credito: CTIO/NOIRLab/DOE/NSF/AURA
Elaborazione delle immagini: Rettore TA (Università dell’Alaska Anchorage/NSF NOIRLab), D. de Martin e M. Zamani (NSF NOIRLab)

Fonte: NOIRLab

Michelangelo Moles

Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.

Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.