Intervista a Giorgio Ricci Maccarini al 3° Forum Space&Blue 2025 al Mimit

Lavorare insieme per superare le lacune tecnologiche

Nell’intervista, Giorgio Ricci Maccarini, Presidente Cluster Tecnologico Nazionale Economia del Mare BIG, evidenzia come il gap tecnologico underwater rappresenti oggi una delle principali criticità da affrontare per sviluppare in modo equilibrato le connessioni tra spazio e mare. La collaborazione tra questi due mondi, già avviata attraverso servizi satellitari e infrastrutture spaziali, deve essere rafforzata da una strategia condivisa capace di orientare investimenti, ricerca e competenze. Secondo Maccarini, l’approccio integrato permette di accelerare lo sviluppo di soluzioni realmente duali e applicabili a scenari operativi complessi.

I servizi satellitari come primo ponte tra i due settori

Maccarini ricorda che il settore spaziale fornisce già oggi un ventaglio di servizi satellitari essenziali alle attività della Blue Economy: monitoraggio ambientale, osservazione della Terra, comunicazioni e supporto alle operazioni offshore. Tuttavia, per avvicinare lo spazio alla dimensione subacquea non basta trasferire tecnologia dall’alto verso il basso: occorre rafforzare una piattaforma di dialogo strutturato che coinvolga industria, ricerca e istituzioni. L’obiettivo è creare una filiera più continua, in cui i dati e le tecnologie spaziali possano supportare la progettazione di nuovi sistemi underwater.

Gap tecnologico underwater: un dominio ancora giovane

Il dominio subacqueo, osserva Maccarini, rimane un ambito giovane, caratterizzato da lacune tecnologiche e da una competitività internazionale in forte accelerazione. Le capacità underwater — sensori, veicoli autonomi, comunicazioni sottomarine — richiedono investimenti mirati e una nuova visione industriale. Ridurre il gap tecnologico underwater significa dotare il Paese di tecnologie critiche per sicurezza, ricerca scientifica, energia e gestione delle risorse marine. Si tratta di un percorso che richiede collaborazione e continuità, non iniziative isolate.

Verso un ecosistema integrato Space&Blue

Per Maccarini, l’unione delle due filiere non è un esercizio teorico, ma un processo che può generare innovazione concreta. L’integrazione tra spazio, mare e underwater permette di sviluppare applicazioni trasversali e tecnologie duali, accelerando la maturità industriale del settore subacqueo. Colmare il gap tecnologico underwater significa dotarsi di una visione più ampia, capace di coniugare servizi satellitari, ricerca applicata e capacità operative. Un’evoluzione che potrà contribuire a rafforzare il posizionamento nazionale nei nuovi scenari della Blue Economy e dell’economia dello spazio.

Michelangelo Moles

Redazione Economia dello Spazio Magazine