ISS, batteri resistenti e CubeSat: la Spedizione 74 accelera la ricerca per Luna e Marte

Gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale studiano batteri resistenti agli antibiotici, preparano il rilascio di CubeSat e sostengono il nuovo equipaggio di Artemis III

Gli astronauti della Spedizione 74 a bordo della Stazione Spaziale Internazionale durante attività di microbiologia, ricerca in microgravità e preparazione al rilascio di CubeSat.
I membri dell’equipaggio della Spedizione 74 (da sinistra) Sophie Adenot, Jack Hathaway, Jessica Meir e Chris Williams si congratulano con l’equipaggio di Artemis III in un videomessaggio registrato.
Fonte: NASA

La Stazione Spaziale Internazionale (ISS) continua a rappresentare il principale laboratorio orbitale per la ricerca scientifica e tecnologica globale. Nel corso delle ultime attività a bordo, gli astronauti della Spedizione 74 hanno concentrato il proprio lavoro su microbiologia, salute umana, tecnologie satellitari e intelligenza artificiale, con ricadute che potrebbero rivelarsi fondamentali sia per le future missioni lunari sia per applicazioni terrestri.

La giornata si è conclusa con un videomessaggio di congratulazioni rivolto al nuovo equipaggio di Artemis III, la missione che segnerà il ritorno degli esseri umani sulla superficie lunare nell’ambito del programma Artemis della NASA.

Batteri resistenti agli antibiotici sotto osservazione sulla ISS

Uno degli esperimenti più significativi riguarda lo studio dei batteri resistenti agli antibiotici in condizioni di microgravità.

L’astronauta della NASA Jack Hathaway e l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea Sophie Adenot hanno lavorato nel laboratorio giapponese Kibo e nel modulo Harmony per raccogliere e preparare campioni microbici destinati all’estrazione e all’analisi del DNA.

L’obiettivo della ricerca è comprendere come alcuni microrganismi riescano ad adattarsi all’ambiente spaziale e sviluppare potenziali resistenze ai trattamenti antibiotici. I risultati potrebbero contribuire a migliorare la sicurezza sanitaria degli astronauti durante missioni di lunga durata verso la Luna e Marte.

La resistenza batterica nello spazio: un fenomeno osservato da anni

La comunità scientifica studia da tempo il comportamento dei microrganismi nello spazio. Già durante le missioni dello Space Shuttle e nelle prime fasi operative della ISS erano state osservate modifiche nella crescita e nella virulenza di alcuni batteri.

Uno degli esempi più noti riguarda il batterio Salmonella enterica che, durante un esperimento NASA del 2006, mostrò un aumento della virulenza rispetto ai campioni analizzati sulla Terra.

Successive ricerche hanno inoltre evidenziato che alcuni microrganismi possono sviluppare biofilm più resistenti in microgravità, aumentando la loro capacità di sopravvivenza. Comprendere questi processi rappresenta una priorità per garantire la salute degli equipaggi che parteciperanno alle future missioni nello spazio profondo.

CubeSat pronti al rilascio dall’avamposto orbitale

Gli astronauti Jessica Meir e Chris Williams hanno preparato un dispositivo di rilascio orbitale contenente diversi CubeSat destinati a essere immessi in orbita terrestre.

Il sistema sarà gestito attraverso il braccio robotico giapponese della ISS, che posizionerà il dispositivo a distanza di sicurezza prima del rilascio.

Tra i satelliti coinvolti figura Hokushin-1, progettato per testare tecnologie avanzate come sistemi a radiofrequenza, propulsione spaziale e nuovi pannelli solari. Questi piccoli satelliti rappresentano oggi una componente fondamentale dell’economia spaziale grazie ai costi ridotti e alla rapidità di sviluppo.

Gli effetti della microgravità sul corpo umano

Anche il segmento russo della Stazione Spaziale Internazionale è stato impegnato in importanti attività di ricerca medica.

Il comandante Sergey Kud-Sverchkov ha partecipato a uno studio dedicato al sistema respiratorio utilizzando sensori acustici in grado di monitorare il flusso dell’espirazione.

L’ingegnere di volo Andrey Fedyaev ha invece preso parte a un esperimento cardiovascolare volto a monitorare pressione sanguigna e adattamenti fisiologici del sistema circolatorio in assenza di gravità.

Questi studi sono fondamentali per comprendere gli effetti della permanenza prolungata nello spazio e sviluppare contromisure efficaci per le future missioni di lunga durata.

Intelligenza artificiale per migliorare le missioni spaziali

L’ingegnere di volo Sergei Mikaev ha lavorato a sistemi basati sull’intelligenza artificiale destinati a migliorare l’efficienza operativa degli equipaggi e le comunicazioni a bordo dei veicoli spaziali.

L’AI viene considerata una tecnologia chiave per le future missioni lunari e marziane, dove gli astronauti dovranno operare in condizioni sempre più autonome rispetto ai centri di controllo terrestri.

Artemis III e il ritorno dell’uomo sulla Luna

Le attività svolte oggi sulla ISS sono strettamente collegate agli obiettivi del programma Artemis.

Artemis III rappresenterà la prima missione con equipaggio destinata a riportare esseri umani sulla superficie lunare dopo Apollo 17, avvenuta nel 1972.

Le conoscenze acquisite attraverso gli esperimenti sulla salute umana, sulla microbiologia e sui sistemi tecnologici avanzati permetteranno di ridurre i rischi associati alle missioni di lunga durata e di costruire una presenza sostenibile sulla Luna.

La NASA considera infatti la Luna un passaggio fondamentale verso il successivo obiettivo strategico: l’esplorazione umana di Marte.

Il saluto della ISS al nuovo equipaggio Artemis III

Nel corso della giornata, Jessica Meir, Chris Williams, Sophie Adenot e Jack Hathaway hanno registrato un videomessaggio di congratulazioni destinato al nuovo equipaggio di Artemis III.

Il messaggio rappresenta il simbolico passaggio di testimone tra chi oggi vive e lavora in orbita terrestre e coloro che saranno protagonisti della nuova fase dell’esplorazione umana dello spazio.

Perché questa ricerca è importante per la Terra

Gli esperimenti condotti a bordo della ISS producono benefici che vanno ben oltre l’esplorazione spaziale.

Lo studio dei batteri resistenti agli antibiotici può contribuire a contrastare una delle principali minacce sanitarie globali, migliorando la comprensione dei meccanismi che favoriscono l’antibiotico-resistenza.

Le ricerche sul sistema cardiovascolare e respiratorio degli astronauti offrono inoltre informazioni preziose per la medicina terrestre.

Anche le tecnologie testate attraverso CubeSat e sistemi di intelligenza artificiale trovano applicazioni in ambiti quali telecomunicazioni, monitoraggio ambientale, agricoltura di precisione, protezione civile e gestione delle emergenze.

Per questo motivo la Stazione Spaziale Internazionale continua a essere considerata uno dei più importanti laboratori scientifici mai realizzati dall’umanità.

Spazio-mare-Roberta-Busatto_

Giornalista, specializzata in Economia dello Spazio, in Economia del Mare e in Mindfulness - istruttrice MBSR e facilitatrice LEGO® SERIOUS PLAY® .Dal 2004 si occupa di Aerospazio e dal 2011 di Economia del Mare. Dirige Economia dello Spazio Magazine, Economia del Mare Magazine e Space& Blue Magazine, oltre a seguire le relazioni istituzionali ed esterne in questi settori per importanti stakeholder. Ideatrice del Progetto "Space&Blue Made in Italy" con il suo Forum Space&Blue e del Progetto "Blue Forum Italia network".