Jonny Kim lascia la NASA dopo quasi dieci anni e torna in servizio attivo nella US Navy

Jonny Kim lascia la NASA: ritratto dell'astronauta in uniforme al Johnson Space Center di Houston
Jonny Kim, astronauta NASA selezionato nel 2017, ritratto al Johnson Space Center di Houston. Fonte: NASA/Josh Valcarcel

Jonny Kim lascia la NASA dopo quasi un decennio nell’agenzia e una missione di otto mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), per tornare in servizio attivo nella Marina degli Stati Uniti. Il passaggio chiude un percorso che ha riunito esplorazione spaziale civile, medicina e attività operative militari, portando Kim ad assumere responsabilità sia sulla ISS sia nei programmi di preparazione delle future missioni dell’agenzia.

Il suo ultimo giorno alla NASA chiude un percorso iniziato con la selezione nel corpo astronauti nel 2017 e culminato nel 2025 con la partecipazione alle Spedizioni 72 e 73 sulla ISS. Un’esperienza che ha portato Kim non soltanto a svolgere attività scientifiche in orbita, ma anche ad assumere responsabilità operative nella gestione del segmento statunitense della Stazione.

Il passaggio assume così una rilevanza soprattutto istituzionale. La carriera di Kim ha infatti attraversato alcuni dei principali ambiti nei quali convergono le competenze necessarie alle missioni spaziali contemporanee: operazioni di volo, medicina aerospaziale, robotica, gestione degli equipaggi e preparazione dell’esplorazione oltre l’orbita terrestre bassa.

«Contribuire all’esplorazione spaziale e servire la NASA è stato l’onore di una vita», ha dichiarato Kim. «Nel corso della mia carriera, ho imparato che al di là delle missioni, dell’addestramento e delle attrezzature, il successo dipende sempre dalle persone. Sono la nostra risorsa più preziosa e guidarle con amore ed empatia è il modo in cui raggiungiamo l’impossibile. Non vedo l’ora di portare avanti il mio impegno al servizio, il mio amore duraturo per lo spazio e la tecnologia e le preziose lezioni apprese in quest’ultimo decennio nel mio prossimo capitolo, per dare un contributo significativo al futuro dell’umanità».

Dalla ISS alle responsabilità operative della NASA

La parte più recente della carriera di Kim nell’agenzia è legata alla missione iniziata nell’aprile 2025, quando ha raggiunto la ISS a bordo della Soyuz MS-27 per operare come ingegnere di volo. Durante gli otto mesi trascorsi nello spazio ha completato 3.920 orbite terrestri e percorso quasi 104 milioni di miglia, partecipando a ricerche nei settori dello sviluppo tecnologico, delle scienze della Terra, della biologia e della ricerca sull’essere umano.

Nella seconda metà della Spedizione 73, Kim ha ricoperto anche l’incarico di responsabile del segmento operativo statunitense, supervisionando le attività sui moduli internazionali della Stazione.

La missione ha coinciso con alcuni passaggi operativi significativi per l’infrastruttura orbitale. La ISS ha raggiunto per la prima volta in 25 anni la condizione in cui tutti i portelloni di attracco disponibili risultavano occupati. Kim ha inoltre comandato il Canadarm2 durante la prima manovra di aggancio della nuova Cygnus XL di Northrop Grumman, arrivata con 11.000 libbre di rifornimenti.

Kim è rientrato sulla Terra insieme ai membri russi dell’equipaggio nel dicembre 2025, con un atterraggio in Kazakistan.

«I suoi contributi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale hanno fatto progredire la scienza in modo fondamentale, plasmando le future missioni della NASA per i decenni a venire», ha dichiarato l’amministratore della NASA Jared Isaacman, sottolineando anche la prosecuzione del servizio di Kim nella Marina statunitense.

L’esperienza in orbita rappresenta però soltanto una parte delle attività svolte all’interno dell’agenzia. Dopo i due anni di formazione come candidato astronauta — comprendenti sistemi della Stazione, lingua russa, robotica, operazioni sui T-38, geologia, sopravvivenza e preparazione alle attività extraveicolari — Kim ha lavorato anche come Capcom presso il Mission Control del Johnson Space Center di Houston.

Ha inoltre partecipato allo sviluppo del programma Artemis attraverso il lavoro nella sezione dedicata all’esplorazione dell’Ufficio Astronauti, dirigendo le operazioni dell’equipaggio e ricoprendo il ruolo di responsabile di fase per la Spedizione 65. È proprio questa combinazione di incarichi a rendere il suo percorso rilevante sul piano istituzionale: attività sulla ISS, preparazione degli equipaggi e programmi di esplorazione sono stati accompagnati da competenze sviluppate precedentemente in ambito militare e medico.

Jonny Kim lascia la NASA e torna in servizio attivo nella Marina

Il rientro in servizio attivo riporta Kim nell’istituzione dalla quale era iniziata la sua carriera professionale. Nato a Los Angeles, si è arruolato nella US Navy nel 2002 dopo il diploma e ha successivamente completato l’addestramento per entrare nei Navy SEAL.

Nel corso di oltre 100 operazioni di combattimento, secondo la ricostruzione fornita dalla NASA, ha ricoperto i ruoli di medico, cecchino, navigatore e puntatore. Il suo servizio gli è valso, tra le altre decorazioni, la Silver Star e la Bronze Star con Combat “V”.

Alla componente militare Kim ha affiancato una formazione scientifica e medica. Ha conseguito una laurea in matematica alla University of San Diego e successivamente la laurea in medicina alla Harvard Medical School, completando il tirocinio presso il Massachusetts General Hospital e il Brigham and Women’s Hospital di Boston.

È diventato inoltre pilota navale e medico di volo, seguendo l’addestramento presso le basi aeree navali di Corpus Christi e Whiting Field e la formazione in medicina aerospaziale al Naval Aerospace Medical Institute di Pensacola.

Queste esperienze hanno preceduto la selezione come astronauta NASA e aiutano a spiegare la pluralità degli incarichi successivamente affidatigli nell’agenzia. «La sua combinazione di formazione medica, esperienza operativa e competenza ingegneristica ha rafforzato il nostro team e ha contribuito ai progressi nell’esplorazione e nelle operazioni della Stazione Spaziale Internazionale», ha affermato Scott Tingle, capo dell’Ufficio Astronauti del Johnson Space Center.

Anche Vanessa Wyche, direttrice del Johnson Space Center, ha sottolineato il contributo di Kim alle attività scientifiche e alla formazione delle nuove generazioni, definendolo parte integrante dell’agenzia.

Il ritorno alla Marina apre quindi una nuova fase di un percorso professionale sviluppato tra istituzioni e ambiti operativi diversi dell’apparato pubblico statunitense. Non implica, sulla base delle informazioni diffuse, un nuovo incarico spaziale o un trasferimento verso programmi militari nello spazio: Kim tornerà in servizio attivo nell’ambito dell’addestramento per l’aviazione navale.

È una distinzione importante. Il valore del passaggio, per il settore spaziale, risiede soprattutto nel patrimonio professionale accumulato durante quasi dieci anni alla NASA: dall’esperienza diretta sulla ISS alla robotica, dalla medicina aerospaziale alle operazioni degli equipaggi, fino al contributo ad Artemis. Competenze sviluppate nell’esplorazione civile che accompagneranno Kim nella nuova fase della sua carriera nella US Navy.

Fonte dati: NASA

Michelangelo Moles

Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.

Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.