LeoLabs rafforza la propria rete globale di radar per la Space Domain Awareness con Scout-S

Il sistema radar trasportabile LeoLabs Scout-S installato in un container ISO, progettato per rafforzare la Space Domain Awareness e il monitoraggio dei satelliti in orbita terrestre bassa.
Il primo esemplare operativo di LeoLabs Scout-S è stato dispiegato nell’Indo-Pacifico, dove contribuisce al tracciamento persistente di satelliti e altri oggetti in orbita terrestre bassa, integrando la rete globale di sensori dell’azienda. Credito: LeoLabs

LeoLabs Scout-S segna un nuovo passo nella strategia di espansione dell’infrastruttura globale di sorveglianza spaziale dell’azienda statunitense. Con il dispiegamento del primo sistema operativo nell’Indo-Pacifico, LeoLabs introduce una nuova famiglia di radar trasportabili progettati per integrare le installazioni fisse e rispondere all’evoluzione delle esigenze operative della Space Domain Awareness.

L’iniziativa riflette un cambiamento che interessa l’intero settore della sicurezza spaziale. L’aumento del numero di satelliti, la crescente capacità di manovra dei sistemi orbitali e l’intensificarsi delle attività militari nello spazio stanno infatti spostando l’attenzione dal semplice monitoraggio delle orbite verso una sorveglianza continua degli oggetti di interesse.

LeoLabs Scout-S amplia l’architettura radar dell’azienda

Scout-S rappresenta una nuova classe di radar tridimensionali (3D) trasportabili in banda S, sviluppati per essere rapidamente dispiegati, riposizionati e riconfigurati in funzione delle esigenze operative. Il sistema integra una tecnologia a schiera di antenne a radiazione diretta (DRA) e un’architettura elettronica modulare che consente la ricerca, l’identificazione e il tracciamento continuo di oggetti in orbita terrestre bassa (LEO) e orbita terrestre molto bassa (VLEO).

Uno degli elementi distintivi del progetto è la mobilità. Installato all’interno di un container ISO da 20 piedi, il radar può essere trasportato via terra, mare o aria, consentendo di estendere rapidamente la copertura in aree considerate strategiche o caratterizzate da particolari esigenze operative. L’obiettivo non è sostituire la rete di sensori esistente, ma renderla più resiliente attraverso una combinazione di infrastrutture permanenti e sistemi mobili.

Il primo esemplare operativo è entrato in funzione nell’Indo-Pacifico, iniziando a osservare satelliti poche ore dopo l’attivazione. Secondo LeoLabs, il sistema ha già dimostrato la capacità di effettuare il tracciamento continuo dei satelliti cinesi della serie Yaogan, operanti tra 800 e 1.000 chilometri di quota, oltre a seguire lo spaceplane cinese e a rilevare un oggetto a circa 230 chilometri di distanza.

Una strategia industriale orientata a reti di sensori più flessibili

L’introduzione di Scout-S si inserisce nella strategia con cui LeoLabs punta ad ampliare la propria rete globale di sensori e ad aumentare la capacità di fornire informazioni operative persistenti ai clienti governativi e della difesa.

Attualmente il catalogo dell’azienda comprende oltre 26.000 oggetti spaziali, alimentato dalla propria infrastruttura radar distribuita. L’arrivo dei sistemi trasportabili permette di incrementare la copertura in tempi ridotti e di adattare la rete all’evoluzione dello scenario operativo, senza dover ricorrere esclusivamente alla costruzione di nuove installazioni permanenti.

Il primo Scout-S partecipa inoltre a un esperimento nell’ambito dell’esercitazione Valiant Shield 2026 del Comando Indo-Pacifico degli Stati Uniti, contribuendo a validare sul campo le capacità del sistema in un contesto operativo reale.

“La minaccia è cambiata e di conseguenza anche l’architettura”, ha dichiarato Tony Frazier, CEO di LeoLabs. “L’accelerazione delle attività ostili nello spazio sta mettendo a dura prova la superiorità spaziale degli Stati Uniti e degli Alleati. Il tracciamento periodico degli oggetti per prevederne le orbite non è più sufficiente. Ciò che conta ora è la capacità di mantenere il controllo costante di carichi utili manovrabili, in modo che i nostri clienti possano rispondere alle minacce emergenti. Scout-S è stato progettato per supportare questa missione, apportando un nuovo livello di scalabilità, resilienza e proliferazione al rilevamento spaziale.”

L’azienda evidenzia inoltre che Scout-S estende le finestre di osservazione da pochi secondi a diversi minuti durante il singolo passaggio orbitale, migliorando la caratterizzazione del comportamento degli oggetti e supportando anche il rilevamento di lanci non cooperativi.

Lo sviluppo della famiglia Scout beneficia in parte di un finanziamento TACFI (Tactical Funding Increase) della US Space Force, affiancato da investimenti privati. Oltre alla sorveglianza spaziale, la roadmap prevede l’estensione delle capacità verso missioni di allerta e tracciamento missilistico e, più in generale, verso applicazioni dedicate alla consapevolezza dello scenario multidominio.

Per il mercato della Space Domain Awareness, l’introduzione di sensori trasportabili rappresenta un’evoluzione industriale significativa. La possibilità di ridistribuire rapidamente le infrastrutture radar in funzione delle priorità operative offre infatti maggiore flessibilità alle architetture di sorveglianza e riflette la crescente domanda di sistemi capaci di adattarsi a un ambiente spaziale sempre più dinamico e conteso.

Fonte dati: LeoLabs

Michelangelo Moles

Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.

Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.