
L’Unione europea amplia il Partenariato UE SST, rafforzando la cooperazione tra gli Stati membri nella sorveglianza e nel tracciamento degli oggetti in orbita. Con l’ingresso di Belgio, Bulgaria, Lituania e Lussemburgo, il partenariato consolida la propria dimensione istituzionale e amplia la rete di competenze nazionali dedicate alla sicurezza dello spazio, in un contesto caratterizzato da un numero crescente di satelliti e da un ambiente orbitale sempre più congestionato.
I quattro nuovi membri partecipano attraverso i rispettivi enti nazionali costituenti: il Ministero della Difesa del Regno del Belgio, il Ministero dell’Innovazione e della Crescita della Repubblica di Bulgaria, l’Agenzia per l’Innovazione della Lituania e il Ministero dell’Economia del Lussemburgo. L’allargamento porta a 19 il numero degli Stati membri coinvolti nell’iniziativa europea.
Il Partenariato UE SST amplia la cooperazione tra gli Stati membri
Il Partenariato UE SST rappresenta un ulteriore passo nella costruzione di una capacità europea condivisa di Space Surveillance and Tracking (SST), considerata essenziale per migliorare le capacità europee di sorveglianza spaziale e rafforzare l’autonomia strategica dell’Unione.
Il partenariato riunisce le risorse, le infrastrutture e le competenze nazionali dei Paesi aderenti per fornire servizi pubblici di sorveglianza spaziale, valorizzando le migliori capacità disponibili a livello europeo e favorendo il coordinamento tra le componenti civili e della difesa. L’obiettivo è rafforzare la capacità dell’Europa di monitorare l’ambiente orbitale e sostenere una gestione sempre più coordinata delle attività spaziali.
I quattro nuovi Paesi si aggiungono ai 15 Stati membri che partecipano al partenariato fin dalla sua istituzione nel 2022: Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Lettonia, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Portogallo, Romania, Finlandia e Svezia.
Il ruolo di EUSPA nella gestione dei servizi europei di sorveglianza spaziale
Nel sistema europeo, EUSPA continua a svolgere il ruolo di sportello unico per i servizi SST dell’Unione europea, fungendo da interfaccia tra il partenariato e la comunità degli utenti.
Attraverso il portale di erogazione dei servizi gestito dall’agenzia, sono oggi protetti oltre 600 satelliti dal rischio di collisione, mentre più di 400 organizzazioni ricevono servizi dedicati, tra cui la prevenzione delle collisioni, la previsione del rischio di rientro incontrollato e l’analisi degli eventi di frammentazione in orbita.
Nei prossimi anni il Front Desk di EUSPA sarà chiamato ad ampliare ulteriormente la comunità degli utenti dei servizi SST, rafforzando al tempo stesso il coordinamento con le altre iniziative spaziali dell’Unione europea. Tra le priorità figura anche il sostegno allo sviluppo di nuove tecnologie destinate ad affrontare la crescente congestione dell’ambiente orbitale, inclusa la realizzazione di una futura piattaforma europea per il coordinamento del traffico spaziale.
“Siamo lieti di constatare che un numero sempre maggiore di Stati membri aderisce all’EU SST. In qualità di punto di riferimento per l’EU SST, EUSPA svolge un ruolo chiave nel garantire la sicurezza e la sostenibilità dello spazio ed è pronta a continuare a collaborare con la Partnership EU SST per fornire servizi SST e ampliare ulteriormente la comunità di utenti SST”, ha dichiarato il direttore esecutivo di EUSPA, Rodrigo da Costa.
L’evoluzione della governance è accompagnata anche da un aggiornamento del quadro operativo. È infatti entrato in vigore il 14 aprile 2026 un emendamento all’accordo di attuazione tra il Partenariato UE SST ed EUSPA, mentre il partenariato nella sua nuova configurazione procederà alla firma dei successivi accordi di sovvenzione finanziati dall’Unione europea, destinati a sostenere le attività fino al 2028.
Fonte dati: EUSPA
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










