Pubblicato il DSPSN 2026, l’Italia dello spazio cambia passo

Sovranità, sicurezza e industria al centro della strategia nazionale spaziale

Politica Spaziale Nazionale

L’Italia prova a ridefinire il proprio ruolo nello scenario spaziale globale con il nuovo Documento Strategico di Politica Spaziale Nazionale (DSPSN), approvato dal COMINT il 14 maggio 2026 e presentato ufficialmente dall’Agenzia Spaziale Italiana. Il documento traduce gli indirizzi del Governo in una programmazione decennale che punta a rafforzare autonomia strategica, competitività industriale e sicurezza nazionale attraverso una visione integrata dell’economia dello spazio.

Qui la prefazione del documento del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso:

“Lo spazio è oggi una dimensione essenziale della sovranità, della sicurezza e della competitività del Paese. Le infrastrutture e i servizi spaziali sostengono funzioni decisive per la vita quotidiana, per la protezione del territorio, per la crescita industriale, per la ricerca scientifica e per la capacità dello Stato di operare in un contesto internazionale sempre più complesso.

Con il presente Documento Strategico di Politica Spaziale Nazionale (DSPSN), il Governo intende tradurre gli Indirizzi approvati dal COMINT in una visione organica e operativa, capace di orientare le scelte pubbliche e gli investimenti del prossimo decennio. L’obiettivo è rafforzare l’autonomia strategica nazionale, consolidare la leadership italiana nei settori di eccellenza, sostenere la crescita della filiera industriale e scientifica, valorizzare le nuove opportunità della Space Economy e assicurare la resilienza delle infrastrutture critiche, in piena coerenza con il quadro europeo e internazionale.

L’Italia dispone di competenze, capacità industriali, centri di ricerca e professionalità che la collocano tra i principali Paesi spaziali. Per trasformare questo patrimonio in vantaggio strategico stabile occorre una governance chiara, una domanda pubblica più coordinata, una maggiore integrazione tra dimensione civile, commerciale e duale, e una forte capacità di proiezione internazionale.

Il DSPSN rappresenta quindi non solo uno strumento di programmazione, ma una scelta politica: fare dello spazio un moltiplicatore di crescita, sicurezza, innovazione e prestigio nazionale, al servizio dei cittadini, delle imprese e del ruolo dell’Italia nel mondo.”

Il documento arriva in un momento storico segnato da forti tensioni geopolitiche e dalla crescente centralità del dominio spaziale. Il DSPSN evidenzia infatti come lo spazio sia ormai diventato “un terreno di competizione strategica”, nel quale sicurezza delle infrastrutture satellitari, tecnologie duali e autonomia tecnologica assumono un ruolo cruciale.

Dalla Space Economy alla sicurezza nazionale

La strategia italiana si sviluppa attorno a quattro grandi assi: ricerca e benefici per la società, competitività industriale, governance e cooperazione internazionale.

Tra le priorità emergono il rafforzamento delle competenze STEM, lo sviluppo di tecnologie quantistiche, intelligenza artificiale, cyber security e robotica spaziale, oltre alla creazione di infrastrutture avanzate per test e sperimentazione.

Il DSPSN punta inoltre a consolidare la leadership italiana nell’Osservazione della Terra e nel trasporto spaziale, con particolare attenzione ai sistemi di accesso autonomo allo spazio, ai piccoli satelliti e all’evoluzione della piattaforma IRIDE.

Grande rilievo viene attribuito anche alla sicurezza spaziale. Il documento prevede roadmap nazionali per Space Domain Awareness, Space Situational Awareness e Space Traffic Management, oltre allo sviluppo di sistemi di protezione cyber e di monitoraggio delle minacce orbitali.

Una visione strategica per il prossimo decennio

Uno degli elementi più significativi del DSPSN è la volontà di integrare definitivamente politica industriale, sicurezza e diplomazia spaziale. Il documento richiama esplicitamente il ruolo dell’Italia nei programmi ESA ed europei, il rafforzamento delle collaborazioni con Stati Uniti, Giappone, India e Paesi del Golfo e la valorizzazione del Broglio Space Center di Malindi nel quadro del Piano Mattei per l’Africa.

La nuova strategia nazionale non si limita quindi alla ricerca scientifica, ma costruisce una vera architettura di economia dello spazio orientata a resilienza, sovranità tecnologica e crescita industriale. La sfida, adesso, sarà tradurre gli obiettivi del documento in investimenti continui, governance efficace e capacità operative concrete, evitando dispersioni e garantendo all’Italia un ruolo stabile tra i protagonisti europei dello spazio.


Qui trovi il Documento Strategico di Politica Spaziale Nazionale (DSPSN):

https://www.governo.it/sites/governo.it/files/DSPSN_2026.pdf

Michelangelo Moles

Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.

Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.