Il rover ERNEST testa una nuova mobilità autonoma per l’esplorazione della Luna e di Marte

Il rover ERNEST durante un test nel deserto della California per sviluppare tecnologie di mobilità autonoma destinate alle future missioni della NASA sulla Luna e su Marte.
Il rover ERNEST, sviluppato dal Jet Propulsion Laboratory della NASA, durante una campagna di test nel deserto della California. Il prototipo viene utilizzato per validare sistemi di mobilità avanzata e autonomia che potrebbero equipaggiare i futuri rover destinati all’esplorazione della Luna e di Marte.
Fonte: NASA/JPL-Caltech

Nel deserto della California meridionale un piccolo prototipo della NASA sta contribuendo a ridefinire il modo in cui i futuri rover potrebbero esplorare la Luna e Marte. Il rover ERNEST, sviluppato dal Jet Propulsion Laboratory (JPL), ha completato una campagna di prove percorrendo circa 26 chilometri con un intervento minimo da parte degli ingegneri, dimostrando un livello di autonomia e capacità di movimento superiore a quello degli attuali rover impiegati nell’esplorazione planetaria.

Il risultato non rappresenta soltanto un nuovo traguardo sperimentale. I test costituiscono infatti una piattaforma di validazione per tecnologie destinate a future missioni che dovranno operare su terreni molto più complessi di quelli affrontati finora, dove velocità di percorrenza, capacità decisionale e adattabilità del veicolo diventeranno fattori determinanti.

Il rover ERNEST combina mobilità avanzata e autonomia intelligente

Lungo 1,2 metri, il rover ERNEST introduce una soluzione meccanica diversa rispetto al tradizionale sistema rocker-bogie utilizzato dai rover marziani della NASA sin dalla missione Sojourner. Grazie a sospensioni attive e a quattro ruote sterzanti, il prototipo può modificare dinamicamente la distribuzione del peso, superare ostacoli con differenti modalità di movimento e persino spostarsi lateralmente.

Il sistema consente inoltre di alternare sospensioni attive e passive attraverso un meccanismo a frizione, scegliendo di volta in volta tra la massima capacità di superare terreni accidentati oppure una configurazione più efficiente dal punto di vista energetico.

A queste innovazioni meccaniche si affianca un significativo progresso sul fronte dell’autonomia. Per addestrare il rover, gli ingegneri del JPL hanno utilizzato tecniche di apprendimento per rinforzo, consentendo al sistema di sviluppare strategie di navigazione attraverso milioni di simulazioni eseguite su infrastrutture di calcolo ad alte prestazioni.

Dopo la fase virtuale, gli algoritmi sono stati validati nel Mars Yard del JPL, dove il rover ha affrontato autonomamente dune, pendii, gradini e campi di detriti, confermando la capacità di adattare il proprio comportamento alle caratteristiche del terreno.

“Questi test ci stanno aiutando a perfezionare l’hardware di mobilità e il software di autonomia per navigare su distanze estreme attraverso un’ampia gamma di terreni e condizioni di illuminazione previste sulla Luna”, ha dichiarato Issa Nesnas, tecnologo principale del JPL e responsabile dell’autonomia del concetto di missione per un futuro rover lunare a lungo raggio.

Dal prototipo alle future missioni lunari e marziane

L’interesse della NASA per ERNEST va oltre le prestazioni del singolo prototipo. Il programma punta infatti a dimostrare la fattibilità di un rover di dimensioni doppie, capace di percorrere lunghe distanze sulla superficie lunare con un livello di autonomia significativamente superiore agli standard attuali.

Durante la più recente campagna di test, il rover ha operato per 37 ore distribuite su sette giorni, raggiungendo una velocità di circa 1 chilometro orario, un ordine di grandezza superiore rispetto alla velocità massima operativa dei rover Curiosity e Perseverance.

“Con questo veicolo si potrebbe fare un viaggio scientifico sulla Luna, o su Marte”, ha osservato James Keane, scienziato planetario del JPL.

La combinazione tra mobilità avanzata, capacità di adattarsi al terreno e autonomia decisionale potrebbe consentire ai futuri rover di raggiungere aree della Luna e di Marte oggi difficilmente accessibili, ampliando le possibilità di esplorazione scientifica.

Il prossimo passo dello sviluppo prevede l’integrazione tra la gestione automatica delle sospensioni e un sistema intelligente di pianificazione del percorso. L’obiettivo è permettere al rover di decidere autonomamente quando affrontare un ostacolo, modificare il proprio assetto o scegliere un itinerario alternativo, riducendo ulteriormente la necessità di intervento umano.

Avviato nel 2022 grazie a fondi interni del JPL, il progetto è oggi finanziato dal Mars Exploration Program della NASA e dall’Exploration Science Strategy and Integration Office della Science Mission Directorate, confermando come la robotica autonoma rappresenti una delle direttrici tecnologiche più promettenti per l’esplorazione della superficie della Luna e di Marte.

Fonte dati: Jet Propulsion Laboratory – NASA

Michelangelo Moles

Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.

Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.