
La nuova commessa per i satelliti Galileo di seconda generazione consolida il ruolo di Airbus nel programma europeo di navigazione satellitare. L’azienda realizzerà altri due veicoli spaziali, che si aggiungono ai sei già ordinati, portando a otto il numero complessivo dei satelliti G2 affidati al gruppo. Un ampliamento che rafforza la continuità produttiva della filiera europea e contribuisce all’evoluzione di un’infrastruttura strategica per l’autonomia tecnologica dell’Unione.
Il contratto è stato assegnato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), per conto dell’Agenzia dell’Unione Europea per il Programma Spaziale (EUSPA), su delega della Commissione europea. L’operazione valorizza le capacità industriali già sviluppate da Airbus per la prima commessa, consentendo di integrare i nuovi satelliti in un’organizzazione produttiva consolidata.
L’assegnazione si inserisce nel più ampio rinnovamento di Galileo, il sistema globale di navigazione satellitare dell’Unione europea. L’obiettivo della seconda generazione è potenziare le prestazioni dei servizi di posizionamento e navigazione, introducendo tecnologie capaci di adattarsi alle esigenze degli utenti e di aumentare la protezione dei segnali dalle interferenze.
La produzione dei satelliti Galileo di seconda generazione
Per realizzare gli ulteriori due satelliti, Airbus utilizzerà una rete industriale distribuita tra Germania, Francia e Spagna. Le attività di fabbricazione, integrazione e collaudo coinvolgeranno i siti di Backnang, Friedrichshafen, Getafe, Ottobrunn e Tolosa, secondo un modello produttivo coordinato che permette di valorizzare competenze e infrastrutture già operative.
La dimensione industriale rappresenta uno degli aspetti centrali del nuovo contratto. L’estensione dell’ordine per i satelliti Galileo di seconda generazione offre continuità alle attività industriali e conferma il ruolo della produzione satellitare europea nello sviluppo di infrastrutture considerate essenziali per l’indipendenza tecnologica dell’Unione. Il valore economico dell’accordo non è stato comunicato, così come non sono indicate nel comunicato le scadenze di consegna dei due satelliti.
Il programma Galileo è finanziato dall’Unione europea e gestito dalla Commissione europea. L’ESA guida lo sviluppo tecnico dei sistemi spaziali e terrestri, mentre EUSPA è responsabile della fornitura dei servizi e della supervisione delle operazioni. Questa ripartizione delle competenze collega le decisioni istituzionali alle capacità produttive dell’industria spaziale europea.
Airbus to build 2️⃣ additional Galileo G2 satellites 🧭🛰️ Airbus Defence and Space has been contracted by the European Space Agency @esa on behalf of the EU agency for Space Programme @EU4Space to build two additional Galileo Second Generation (G2) satellites. Building on the initial batch of six satellites, this order adds two more units to the Galileo Second Generation constellation, expanding a fleet designed to bring augmented navigation precision, fully digital reconfigurable payloads, and advanced anti-jamming capabilities to Europe. Learn more: https://t.co/1zqV4B8owB
— Airbus Space (@AirbusSpace) October 27, 2026
Tecnologie digitali e sicurezza per Galileo G2
I nuovi satelliti Galileo di seconda generazione saranno equipaggiati con antenne di navigazione a maggiore potenza e carichi utili interamente digitali, riconfigurabili direttamente in orbita. Questa architettura consentirà di modificare segnali e servizi durante la vita operativa dei veicoli spaziali, senza limitare l’evoluzione del sistema alle configurazioni definite prima del lancio.
Ogni satellite integrerà inoltre una configurazione avanzata di orologi atomici, indispensabili per la precisione dei segnali di navigazione, e collegamenti intersatellitari destinati alla comunicazione e allo scambio di dati tra i veicoli spaziali. Le capacità anti-jamming e anti-spoofing contribuiranno a contrastare rispettivamente le interferenze intenzionali e i tentativi di falsificazione dei segnali.
Ciascun satellite avrà una massa superiore a due tonnellate e una vita operativa prevista di 15 anni. Si tratta di caratteristiche che evidenziano la complessità tecnologica della nuova generazione e l’importanza di una filiera industriale capace di sostenere programmi spaziali di lunga durata.
La rilevanza strategica dell’investimento emerge anche dalle dichiarazioni dei responsabili coinvolti. Laurent Jaffart, direttore ESA per la Resilienza, la Navigazione e la Connettività, ha sottolineato il contributo dei nuovi contratti alla continuità dei servizi e all’autonomia europea. Alain Fauré, responsabile Space Systems di Airbus, ha richiamato il ruolo delle nuove capacità di navigazione per la sicurezza, la difesa e gli utenti civili.
Per Airbus, l’ordine aggiuntivo di satelliti Galileo di seconda generazione rappresenta quindi un consolidamento della propria posizione industriale nel programma europeo. Per l’Europa, la continuità produttiva dei satelliti G2 costituisce una componente concreta dello sviluppo di servizi di navigazione più flessibili e resilienti, sostenuti da capacità tecnologiche e manifatturiere distribuite sul territorio europeo.
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










