Space Economy Congress 2026, Emilia-Romagna e Catalogna rafforzano l’asse industriale tra spazio e supercalcolo

Il vicepresidente dell'Emilia-Romagna Vincenzo Colla con il ministro catalano Miquel Sàmper durante lo Space Economy Congress 2026 a Barcellona.
Il vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, Vincenzo Colla, con il ministro catalano per l’Economia e il Lavoro, Miquel Sàmper, durante lo Space Economy Congress 2026 a Barcellona, dove la delegazione regionale ha avviato un confronto sulla cooperazione nei settori dello spazio, del supercalcolo e dell’innovazione. Credito: Regione Emilia-Romagna

La cooperazione tra ecosistemi regionali altamente specializzati sta assumendo un ruolo sempre più rilevante nello sviluppo della Space Economy europea. È questa la chiave di lettura della missione dell’Emilia-Romagna a Barcellona, dove, in occasione dello Space Economy Congress 2026, la Regione ha consolidato la collaborazione con la Catalogna nei comparti dell’aerospazio, del supercalcolo, dell’intelligenza artificiale e delle infrastrutture digitali avanzate.

La delegazione, guidata dal vicepresidente Vincenzo Colla e coordinata da Art-ER, ha riunito imprese, università, centri di ricerca e cluster tecnologici con l’obiettivo di accelerare l’integrazione tra due dei principali poli europei dell’innovazione. Il percorso proseguirà a ottobre con il rinnovo del protocollo di collaborazione tra il presidente della Regione Michele de Pascale e il governo catalano.

La missione si inserisce in una strategia di lungo periodo con cui l’Emilia-Romagna punta a consolidare relazioni industriali e scientifiche con uno dei principali ecosistemi europei dell’innovazione, favorendo lo sviluppo di nuove tecnologie e il trasferimento delle competenze verso il sistema produttivo.

Space Economy Congress 2026, dalla cooperazione istituzionale all’integrazione delle filiere

Nel corso della missione, Colla ha incontrato i ministri catalani Miquel Sàmper, responsabile per Economia e Lavoro, e Jaume Duch, ministro per l’Unione Europea e l’Azione estera. Tra gli atti della visita figura anche la consegna di una lettera ufficiale con cui l’Emilia-Romagna sostiene la candidatura di Barcellona a ospitare l’International Astronautical Congress 2029.

Il fulcro della collaborazione riguarda però soprattutto l’integrazione delle rispettive capacità industriali e scientifiche. L’intesa in fase di definizione punta infatti ad ampliare la cooperazione nei settori dei droni, delle costellazioni satellitari, delle telecomunicazioni quantistiche e della cybersecurity, favorendo il trasferimento tecnologico verso il sistema produttivo.

“L’Emilia-Romagna non sta semplicemente assistendo alla rivoluzione tecnologica: la sta finanziando e guidando”, ha dichiarato Colla. Secondo il vicepresidente regionale, la complementarità tra i due territori nasce dalla presenza di infrastrutture di calcolo tra le più avanzate d’Europa e da una consolidata collaborazione all’interno di reti internazionali dedicate all’innovazione.

Nel programma della missione sono rientrate anche visite all’Istituto di Studi Spaziali della Catalogna (IEEC), al Phi-Lab Net dell’ESA, all’incubatore ESA BIC Barcelona, alla Fondazione i2CAT e al Barcelona Supercomputing Center, realtà considerate strategiche per lo sviluppo di applicazioni basate su High Performance Computing (HPC) e intelligenza artificiale.

Due ecosistemi europei che puntano sulla convergenza tra spazio e supercalcolo

La collaborazione si fonda su competenze complementari. Da un lato la Catalogna rappresenta uno dei principali hub europei del supercalcolo e della ricerca digitale; dall’altro l’Emilia-Romagna ha costruito negli ultimi anni un ecosistema che integra manifattura avanzata, ricerca scientifica e infrastrutture dedicate ai dati.

Il Tecnopolo Dama di Bologna costituisce uno degli asset strategici di questo modello, mettendo a disposizione capacità di supercalcolo, Big Data e intelligenza artificiale utilizzate anche per l’elaborazione dei dati satellitari, la realizzazione di gemelli digitali e lo sviluppo di servizi downstream.

L’ecosistema aerospaziale regionale, coordinato da Art-ER e dal Forum dell’Aerospazio, comprende circa 200 soggetti, tra cui 168 imprese, attive nella manifattura avanzata, nella produzione di droni, nei materiali innovativi, nelle telecomunicazioni satellitari e nelle applicazioni derivate dall’osservazione della Terra.

A questo patrimonio industriale si affianca il contributo delle università, del CNR e del Centro Interdipartimentale di Ricerca Industriale del Tecnopolo di Forlì, impegnati nello sviluppo di tecnologie per sistemi spaziali, microgravità, materiali avanzati e applicazioni dell’intelligenza artificiale.

La partecipazione ai MedCat Days 2026, dedicati alla cooperazione euromediterranea, amplia infine il quadro della collaborazione tra Emilia-Romagna e Catalogna. Tuttavia, il messaggio che emerge dalla missione di Barcellona è soprattutto industriale: consolidare una rete transnazionale capace di trasformare ricerca, supercalcolo e tecnologie spaziali in nuove opportunità di sviluppo per il sistema produttivo europeo.

Fonte dati: Regione Emilia-Romagna

Michelangelo Moles

Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.

Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.