
Con investimenti previsti per 7,8 miliardi di euro entro il 2028 e una nuova cornice normativa dedicata all’economia dello spazio, l’Italia punta a consolidare il proprio ruolo tra le principali potenze spaziali europee. In questo contesto prende il via Spazio Italia 2.0 – Stati Generali della Space Economy, il percorso nazionale che nei prossimi mesi coinvolgerà istituzioni, industria, università, ricerca e finanza per discutere le priorità strategiche del settore.
L’iniziativa è stata inaugurata presso l’Università degli Studi della Basilicata con il primo appuntamento intitolato “Da Rocco Petrone alla Space Economy”, aprendo un confronto che punta a rafforzare il coordinamento dell’ecosistema spaziale nazionale in una fase di profonda trasformazione tecnologica e industriale.
La Space Economy entra nella fase della governance nazionale
La crescita della Space Economy richiede oggi non soltanto investimenti e capacità tecnologiche, ma anche strumenti di coordinamento tra i diversi attori della filiera.
Con questo obiettivo nasce la terza edizione di Spazio Italia 2.0 – Stati Generali della Space Economy, iniziativa promossa dall’Intergruppo Parlamentare per la Space Economy (IPSE) e organizzata da Inrete – Relazioni Istituzionali e Comunicazione.
Il percorso attraverserà diverse regioni italiane con l’obiettivo di favorire il confronto tra istituzioni, imprese, università, centri di ricerca e stakeholder del comparto, contribuendo alla definizione di una visione condivisa per il futuro del settore.
La nuova legge sullo spazio e gli investimenti fino al 2028
Tra gli elementi che caratterizzano l’attuale fase di sviluppo del settore vi è l’approvazione della prima legge italiana dedicata all’economia dello spazio, richiamata nel corso dell’evento come uno dei passaggi più significativi per il rafforzamento della competitività nazionale.
Accanto alla dimensione normativa, assume particolare rilevanza il programma di investimenti pubblici destinati al comparto, pari a 7,8 miliardi di euro entro il 2028, una delle più consistenti dotazioni finanziarie mai dedicate dall’Italia alle attività spaziali.
L’obiettivo è sostenere lo sviluppo delle capacità industriali, scientifiche e tecnologiche del Paese in un contesto internazionale caratterizzato da una crescente competizione tra Stati e operatori privati.
Lo spazio unisce l’Italia, da Nord a Sud. Questo è il momento del ritorno del nostro Paese tra i protagonisti internazionali di un settore strategico, grazie a una filiera articolata e completa che va dalla progettazione e produzione dei vettori allo sviluppo di satelliti e… pic.twitter.com/h5T6yAX3N3
— Adolfo Urso (@adolfo_urso) June 15, 2026
Industria, ricerca e istituzioni a confronto sul futuro del settore
La giornata inaugurale ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e di alcuni dei principali protagonisti dell’industria aerospaziale italiana.
Tra questi figuravano l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), Leonardo e numerose realtà della filiera dell’innovazione, confermando il ruolo sempre più centrale delle attività spaziali come fattore di crescita economica, sviluppo tecnologico e creazione di nuove competenze professionali.
Il confronto si concentrerà nei prossimi mesi su temi quali infrastrutture spaziali, ricerca, sicurezza, applicazioni dual use e sviluppo delle nuove filiere ad alta intensità tecnologica.
Da Rocco Petrone alle nuove professioni dell’economia dello spazio
L’avvio del percorso nazionale è stato ospitato nell’ambito delle celebrazioni promosse dal Distretto Aerospaziale TeRN-CLAS con il supporto della Regione Basilicata per il centenario della nascita di Rocco Petrone, direttore di lancio della missione Apollo 11 e figura simbolo del contributo italiano alla conquista dello spazio.
Nel corso dell’incontro, il presidente dell’Intergruppo Parlamentare per la Space Economy, Andrea Mascaretti, ha dichiarato:
“Abbiamo scelto di avviare Spazio Italia 2.0 a Potenza nel centenario della nascita di Rocco Petrone, una figura che rappresenta al meglio il contributo che il talento italiano ha saputo offrire a una delle più grandi imprese della storia dell’umanità.
Con Spazio Italia 2.0, coinvolgeremo istituzioni, industria, associazioni di categoria, università, ricerca e finanza per condividere una strategia nazionale per la Space Economy e rafforzare il ruolo dell’Italia, che già oggi è una delle principali potenze spaziali europee grazie alle proprie capacità industriali, scientifiche e tecnologiche ed allo straordinario impegno del Ministro Urso e del Governo Meloni, con l’approvazione della prima legge italiana per l’economia dello spazio, e i più grandi investimenti mai effettuati dall’Italia in questo settore pari a 7,8 miliardi di euro al 2028.
In un tempo in cui molti si interrogano su quali professioni sopravviveranno alla rivoluzione tecnologica in atto, noi stiamo contribuendo a costruire oggi le professioni del futuro”.
Competitività europea e sviluppo delle nuove filiere spaziali
Oltre alla dimensione istituzionale, il percorso degli Stati Generali della Space Economy assume una valenza industriale sempre più rilevante.
L’evoluzione del mercato spaziale globale, l’emergere di nuove applicazioni commerciali e la crescente importanza delle infrastrutture orbitali stanno spingendo i Paesi europei a rafforzare le proprie capacità produttive e tecnologiche.
In questo scenario, l’Italia punta a valorizzare il proprio patrimonio industriale e scientifico attraverso una maggiore integrazione tra ricerca, imprese, finanza e istituzioni. Gli Stati Generali della Space Economy nascono anche con l’obiettivo di individuare le priorità necessarie per consolidare il posizionamento competitivo del Paese all’interno della nuova economia dello spazio europea.
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










