Spazio Italia 2.0, al via da Potenza gli Stati Generali 2026

Urso: “L’Italia protagonista della nuova corsa alla Luna”

Logo ufficiale di Spazio Italia 2.0, iniziativa degli Stati Generali della Space Economy 2026 avviata da Potenza.
La grafica ufficiale di Spazio Italia 2.0, il programma degli Stati Generali della Space Economy 2026 che coinvolgerà i 16 distretti spaziali italiani. Credito: MIMIT

L’avvio di una nuova fase di confronto tra istituzioni, industria e territori segna un passaggio significativo per il consolidamento della Space Economy nazionale. Con Spazio Italia 2.0 prende infatti forma una roadmap che attraverserà i principali poli dell’industria spaziale italiana, con l’obiettivo di evidenziare il contributo strategico del comparto alla competitività del Paese e alla sua presenza nei grandi programmi internazionali.

La prima tappa si svolge a Potenza, in Basilicata, nel ricordo di Rocco Petrone, figura simbolo dell’esplorazione spaziale e protagonista della stagione che portò l’uomo sulla Luna. L’iniziativa rappresenta il punto di partenza di un percorso nazionale destinato a coinvolgere istituzioni, imprese e stakeholder della filiera attraverso i territori in cui si concentra l’ecosistema spaziale italiano.

Spazio Italia 2.0 inaugura il confronto nei distretti spaziali

L’iniziativa “Spazio Italia 2.0 – Stati Generali della Space Economy 2026” è promossa dall’Intergruppo parlamentare sullo Spazio e si svilupperà attraverso i 16 distretti dell’industria spaziale italiana.

L’obiettivo è costruire un percorso di ascolto e confronto sui territori, mettendo in evidenza il ruolo crescente della filiera spaziale nello sviluppo industriale, tecnologico ed economico del Paese. Attraverso Spazio Italia 2.0, il confronto tra operatori, istituzioni e mondo della ricerca punta a rafforzare la consapevolezza del valore strategico del comparto per la competitività nazionale.

La scelta di partire dalla Basilicata assume un valore sia simbolico sia operativo. Da un lato richiama l’eredità di Rocco Petrone, dall’altro evidenzia la presenza di competenze e infrastrutture che contribuiscono alle attività spaziali nazionali.

Il ruolo della Basilicata nella filiera spaziale nazionale

Nel corso dell’evento, il ministro delle Imprese e del Made in Italy e Autorità delegata alle politiche spaziali e aerospaziali, Adolfo Urso, ha sottolineato il significato della tappa inaugurale.

“L’Italia è tornata protagonista della nuova missione lunare, con l’astronauta Luca Parmitano che parteciperà come pilota alla prossima missione Artemis e con le sue industrie che realizzeranno il modulo abitativo lunare destinato ad accogliere gli astronauti che vivranno sul nostro satellite”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy e Autorità delegata alle politiche spaziali e aerospaziali, sen. Adolfo Urso.

Il riferimento alla Basilicata è stato collegato sia alla memoria di Petrone sia alla presenza di realtà operative che partecipano allo sviluppo della Space Economy italiana.

“Partire dalla Basilicata – ha aggiunto Urso – ha un duplice significato: ricordare un suo grande figlio, che ha lasciato un’impronta straordinaria nell’avventura spaziale, e sottolineare la presenza sul territorio di realtà importanti come il Centro di Geodesia Spaziale di Matera e di numerose PMI del settore che crescono e si rafforzano”.

Dalla missione Artemis alle opportunità per l’industria italiana

Le dichiarazioni del ministro inseriscono l’iniziativa in un contesto più ampio, caratterizzato dal ritorno dell’esplorazione lunare e dal crescente coinvolgimento dell’industria italiana nei programmi internazionali.

Il riferimento al programma Artemis evidenzia la volontà delle istituzioni di collegare le prospettive della filiera nazionale alle future missioni di esplorazione umana dello spazio. In questo quadro, il contributo delle aziende italiane alla realizzazione di infrastrutture destinate alla presenza umana sulla Luna rappresenta uno degli elementi di maggiore rilevanza industriale.

La partecipazione di Luca Parmitano alla prossima missione viene inoltre richiamata come segnale della continuità del ruolo italiano nelle attività spaziali internazionali e del posizionamento del Paese nella nuova economia dello spazio.

Il Centro di Geodesia Spaziale di Matera come asset strategico

Tra gli elementi valorizzati nella tappa lucana figura il Centro di Geodesia Spaziale di Matera, una delle infrastrutture di riferimento per le attività di osservazione e monitoraggio della Terra.

Accanto alle grandi infrastrutture, il territorio ospita un tessuto di piccole e medie imprese che operano lungo la filiera aerospaziale, contribuendo allo sviluppo di competenze, tecnologie e servizi ad alto contenuto innovativo.

L’attenzione dedicata alla Basilicata conferma come la crescita della Space Economy italiana non dipenda esclusivamente dai grandi programmi nazionali ed europei, ma anche dalla capacità dei territori di consolidare ecosistemi industriali specializzati.

Una roadmap nazionale per rafforzare la Space Economy italiana

Con il percorso che interesserà i diversi distretti spaziali del Paese, Spazio Italia 2.0 punta a creare un momento di confronto strutturato tra istituzioni, industria, ricerca e stakeholder della filiera.

L’iniziativa si inserisce in una fase in cui lo spazio è sempre più considerato una leva di politica industriale, innovazione tecnologica e competitività internazionale. In questo scenario, la roadmap promossa dall’Intergruppo parlamentare sullo Spazio mira a rafforzare la consapevolezza del valore strategico del comparto e del suo contributo allo sviluppo economico nazionale.

Il percorso degli Stati Generali proseguirà nel corso del 2026 attraverso i principali poli della filiera nazionale, con l’obiettivo di mettere a sistema competenze, infrastrutture e capacità industriali che rendono l’Italia uno degli attori europei più rilevanti nel settore spaziale.

Michelangelo Moles

Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.

Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.