UK Space Agency sostiene la missione di John McFall

John McFall
Vast ha ospitato il governo britannico per celebrare la firma di un protocollo d’intesa che promuoverà la collaborazione per opportunità congiunte in ambito STEM nel Regno Unito. Credito: Vast

L’accesso alle future infrastrutture spaziali commerciali sta diventando un terreno di sperimentazione non solo tecnologica, ma anche sociale e industriale. In questo contesto, John McFall, astronauta della riserva dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e protagonista del progetto Fly!, potrebbe diventare il primo astronauta con disabilità fisica a partecipare a una missione di lunga durata nello spazio grazie a una collaborazione tra la UK Space Agency e Vast.

Il protocollo d’intesa firmato dalle due organizzazioni punta a sostenere la ricerca di sponsorizzazioni necessarie per finanziare una futura missione verso Haven-1, la stazione spaziale commerciale sviluppata da Vast il cui lancio è previsto nel 2027. Oltre al valore simbolico dell’iniziativa, l’accordo si inserisce nelle strategie britanniche di presenza nell’economia emergente dell’orbita terrestre bassa.

La missione di John McFall e il programma Fly!

McFall, chirurgo del Servizio Sanitario Nazionale britannico (NHS), ha perso la gamba destra in un incidente motociclistico all’età di 19 anni. Nel 2022 è stato selezionato dall’ESA nell’ambito del progetto Fly!, iniziativa concepita per valutare la possibilità di includere astronauti con disabilità fisiche nelle missioni spaziali di lunga durata.

Dopo essere diventato il primo candidato con disabilità fisica a ottenere l’idoneità medica per una missione di lunga permanenza nello spazio, McFall partecipa dal 2023 alle attività di addestramento presso il Centro Astronauti Europeo in Germania. Il programma comprende voli parabolici in microgravità, addestramento alla sopravvivenza in ambienti remoti e attività di pilotaggio.

Commentando l’accordo con Vast, McFall ha dichiarato:

“La firma di questo accordo con Vast è incredibilmente emozionante. Se riusciremo a realizzare questa missione, non solo rappresenterà una pietra miliare per i voli spaziali umani, ma invierà anche un messaggio forte su ciò di cui sono capaci le persone con disabilità e sul fatto che non dovrebbero esserci limiti a ciò che si può raggiungere, sulla Terra o nello spazio.”

Haven-1 e la nuova generazione di stazioni spaziali commerciali

L’iniziativa assume rilevanza anche per il ruolo crescente delle infrastrutture commerciali nell’orbita terrestre bassa. Vast sta sviluppando il programma Haven, una famiglia di stazioni spaziali progettate per ospitare sia astronauti privati sia missioni governative.

La prima piattaforma della serie, Haven-1, è destinata a diventare uno dei primi avamposti commerciali in grado di supportare attività di ricerca, sviluppo tecnologico e sperimentazione in microgravità. In questo scenario, la possibile partecipazione di McFall rappresenterebbe un caso di studio per ampliare l’accesso ai voli spaziali umani e diversificare la composizione degli equipaggi.

Secondo Max Haot, amministratore delegato di Vast, la missione potrebbe dimostrare come le stazioni spaziali commerciali possano favorire una maggiore inclusività e sostenere programmi di ricerca con ricadute concrete sulla società.

La ricerca scientifica sulle disabilità in microgravità

L’eventuale missione avrebbe anche una significativa componente scientifica. Le attività previste comprenderebbero studi sulla fisiologia umana, sull’adattamento muscolo-scheletrico e sul funzionamento delle protesi in condizioni di microgravità.

I ricercatori potrebbero raccogliere dati utili per comprendere meglio il comportamento del corpo umano in assenza di peso, con possibili applicazioni nella progettazione di protesi più leggere e adattabili. Le conoscenze ottenute potrebbero inoltre contribuire allo studio di condizioni come l’osteoporosi e l’atrofia muscolare, oltre a fornire indicazioni per nuove tecniche di riabilitazione.

Per l’ESA, il progetto rappresenta un’opportunità per verificare concretamente come l’esplorazione spaziale possa diventare più accessibile senza compromettere gli standard operativi richiesti dalle missioni umane.

Un’opportunità strategica per il settore spaziale britannico

L’accordo tra UK Space Agency e Vast non si limita alla possibile missione di McFall. Il memorandum definisce infatti un quadro di collaborazione più ampio tra Regno Unito e Stati Uniti che include ricerca scientifica, sviluppo tecnologico, attività educative e coinvolgimento pubblico.

Particolare attenzione viene riservata ai rapporti tra Vast e l’industria spaziale britannica, con l’obiettivo di favorire la partecipazione di aziende, centri di ricerca e investitori alle future attività commerciali in orbita terrestre bassa.

Il ministro per la trasformazione economica Blair McDougall ha sottolineato come l’intesa possa collegare imprese e ricercatori britannici alla prossima generazione di infrastrutture spaziali, rafforzando la competitività del Paese nei segmenti ad alta crescita della Space Economy.

Il ritorno di un astronauta britannico nello spazio

Qualora la missione venisse confermata, McFall diventerebbe il primo britannico a raggiungere lo spazio dopo la missione Principia di Tim Peake del 2015-2016.

La ministra dello Spazio Liz Lloyd ha definito l’accordo un passo concreto verso la realizzazione di una missione che potrebbe segnare una svolta nei voli spaziali umani inclusivi. Anche Tim Peake ha evidenziato il valore simbolico e operativo dell’iniziativa, definendola un momento storico per l’espansione delle opportunità di accesso allo spazio.

Al di là della dimensione individuale, il progetto evidenzia come la transizione verso le stazioni spaziali commerciali stia creando nuove opportunità per sperimentare modelli di partecipazione più ampi e per consolidare il ruolo dell’Europa e del Regno Unito nella futura economia dell’orbita terrestre bassa.

Fonte dati: Agenzia spaziale del Regno Unito

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Il team editoriale di Economia dello Spazio Magazine, il magazine di riferimento della Space Economy Made in Italy.