
Il World Urbanization Prospects 2025 segna un cambio di paradigma nel modo in cui viene misurata l’urbanizzazione a livello globale. Il nuovo rapporto delle Nazioni Unite, elaborato con il contributo dei dati del Global Human Settlement Layer (GHSL) sviluppato dal Centro Comune di Ricerca (JRC) della Commissione europea nell’ambito del Copernicus Emergency Management Service (CEMS), introduce una metodologia armonizzata che modifica la lettura della distribuzione della popolazione mondiale e fornisce una base statistica più coerente per la pianificazione delle politiche urbane.
L’aggiornamento non si limita ad affinare le statistiche esistenti. L’adozione del metodo del Grado di Urbanizzazione ridefinisce il confine tra città, centri urbani e aree rurali, superando le differenze tra le classificazioni nazionali e consentendo confronti omogenei tra 237 Paesi e territori e oltre 12.000 città con almeno 50.000 abitanti.
World Urbanization Prospects 2025 introduce una nuova base statistica per le politiche urbane
Il rapporto, pubblicato dalla Divisione Popolazione del Dipartimento per gli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite (UN DESA), utilizza una metodologia condivisa a livello internazionale per classificare gli insediamenti umani. Il risultato è una rappresentazione più accurata dell’urbanizzazione mondiale rispetto alle precedenti elaborazioni, spesso influenzate da definizioni nazionali non confrontabili.
Secondo le nuove stime, il 45% della popolazione mondiale, pari a circa 3,69 miliardi di persone, vive oggi nelle città, mentre un ulteriore 36% risiede in centri urbani di minori dimensioni. Nel 1950 soltanto il 20% della popolazione viveva nelle città. Le proiezioni indicano inoltre che circa due terzi della crescita demografica mondiale entro il 2050 interesseranno le aree urbane.
La disponibilità di dati armonizzati rappresenta un elemento strategico per governi, amministrazioni locali e organizzazioni internazionali chiamati a pianificare infrastrutture, mobilità, servizi essenziali, resilienza climatica e sviluppo territoriale.
I dati di Copernicus cambiano la lettura dell’urbanizzazione globale
Alla base del World Urbanization Prospects 2025 vi è il Global Human Settlement Layer, il sistema sviluppato dal JRC come componente di esposizione del Copernicus Emergency Management Service.
Il GHSL integra immagini satellitari con dati censuari nazionali per ricostruire la distribuzione della popolazione e delle aree edificate. Grazie a questa infrastruttura informativa è stato possibile realizzare serie storiche comprese tra 1950 e 2100, producendo proiezioni sull’evoluzione degli insediamenti, dell’espansione urbana e della popolazione.
L’utilizzo dei dati geospaziali prodotti nell’ambito di Copernicus amplia le applicazioni operative dell’osservazione della Terra anche nella pianificazione urbana, nella valutazione dell’esposizione ai rischi, nella gestione delle emergenze e nelle politiche territoriali. Questo rappresenta un esempio concreto di come le infrastrutture spaziali europee generino valore oltre il settore spaziale, mettendo a disposizione di governi, organizzazioni internazionali e amministrazioni locali strumenti oggettivi per orientare decisioni basate su evidenze e supportare l’attuazione delle politiche di sviluppo sostenibile.
Tra gli elementi più significativi del rapporto emerge il cambiamento della classifica delle megalopoli mondiali. Utilizzando la nuova metodologia, Giacarta risulta oggi l’area urbana più popolosa del pianeta con quasi 42 milioni di abitanti, superando Tokyo. Entro la metà del secolo, secondo le proiezioni, Dacca potrebbe diventare la città più popolosa del mondo.
Il rapporto evidenzia inoltre che la crescita urbana continuerà a concentrarsi soprattutto in India, Nigeria, Pakistan, Repubblica Democratica del Congo, Egitto, Bangladesh ed Etiopia, che insieme rappresenteranno oltre la metà dell’aumento previsto della popolazione urbana mondiale entro il 2050.
Accanto all’espansione delle grandi metropoli, il documento sottolinea come la maggior parte della popolazione urbana continui a vivere in città di piccole e medie dimensioni, molte delle quali stanno registrando tassi di crescita particolarmente elevati, soprattutto nell’Africa subsahariana e nell’Asia meridionale.
Dati comparabili per sostenere la Nuova Agenda Urbana
L’aspetto più rilevante del World Urbanization Prospects 2025 non riguarda soltanto l’aggiornamento delle statistiche demografiche, ma la disponibilità di una base informativa condivisa per orientare le politiche pubbliche.
Disporre di dati comparabili consente infatti di pianificare gli investimenti in infrastrutture, edilizia, trasporti, servizi sanitari ed energetici secondo criteri omogenei, migliorando anche il monitoraggio degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e della Nuova Agenda Urbana.
La collaborazione tra Nazioni Unite, Commissione europea e JRC, attraverso l’impiego dei dati del Global Human Settlement Layer, evidenzia come i programmi europei di osservazione della Terra possano contribuire non solo alla gestione delle emergenze, ma anche alla definizione di politiche urbane più efficaci, basate su informazioni territoriali omogenee, aggiornate e comparabili a livello internazionale.
Fonte dati: UE
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










