
Involve Space ha firmato un contratto nell’ambito di InCubed (Investing in Industrial Innovation) dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) per sviluppare StratoSAR, un sistema radar ad apertura sintetica operato dalla stratosfera il cui completamento è previsto per il 2028. Il passaggio dalla tecnologia a una capacità utilizzabile sul mercato è il nodo industriale del progetto, sostenuto dal programma di co-finanziamento gestito da ESA Φ-lab per lo sviluppo di prodotti e servizi commercialmente sostenibili basati sull’osservazione della Terra.
L’accordo, raggiunto con l’avallo della delegazione italiana presso ESA e dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), assegna a Involve Space il ruolo di prime contractor. Del consorzio fanno parte anche Echoes, specializzata nei sistemi radar e SAR, e Titan4, piattaforma per l’analisi dei dati di osservazione della Terra applicata al monitoraggio delle infrastrutture e dei rischi.
Nei prossimi due anni, il co-finanziamento InCubed dovrà accompagnare il payload radar stratosferico verso un Technology Readiness Level (TRL) prossimo alla commercializzazione, integrando una nuova componente di geo-intelligence radar nella piattaforma CLEAR e verificandone l’impiego attraverso campagne dimostrative su casi d’uso reali.
È questo percorso a dare a StratoSAR una rilevanza soprattutto industriale: non soltanto lo sviluppo di una nuova tecnologia di osservazione, ma il tentativo di costruire un servizio operativo per utilizzatori commerciali e governativi nei settori delle infrastrutture critiche, della sicurezza, delle assicurazioni e della gestione delle emergenze.
StratoSAR integra HAPS, radar in banda X e intelligenza artificiale
L’architettura combina piattaforme HAPS (High-Altitude Pseudo-Satellite) riutilizzabili, un sensore SAR compatto in banda X, sistemi di stazionamento intelligente assistiti dall’intelligenza artificiale e tecnologie cloud per l’elaborazione dei dati.
La caratteristica industrialmente distintiva è la possibilità di mantenere un monitoraggio persistente sull’area di interesse, affiancando con questa capacità l’osservazione satellitare. Il radar SAR consente inoltre di operare anche di notte e in presenza di copertura nuvolosa. Il valore potenziale risiede quindi nella combinazione tra persistenza, acquisizione radar e rapidità nell’elaborazione delle informazioni in scenari nei quali i tempi di risposta costituiscono una variabile operativa.
«Ricevere un finanziamento da ESA rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di maturità industriale e commerciale di Involve Space», ha dichiarato Jonathan Polotto, amministratore delegato e presidente del consiglio d’amministrazione della società. «Con StratoSAR portiamo per la prima volta in Europa una capacità SAR operata dalla stratosfera e con il vantaggio della persistenza sull’area d’interesse: un livello di geo-intelligence complementare ai satelliti, capace di rispondere in tempo reale alle esigenze operative dei responsabili di infrastrutture critiche e facilitare la gestione del rischio degli asset strategici».
StratoSAR si inserisce in un ecosistema tecnologico che Involve Space indica come già operativo: le piattaforme Stratostats® e Stratorelay® per attività stratosferiche di monitoraggio e mappatura di lunga durata, Neurostar® per la navigazione predittiva e lo stazionamento autonomo e CLEAR per l’analisi dei dati in tempo reale e l’elaborazione delle informazioni in linguaggio naturale.
L’integrazione del radar amplia questa architettura lungo una catena che comprende acquisizione, permanenza sull’area, elaborazione del dato e produzione di informazioni utilizzabili dal cliente finale.
Dal payload alle applicazioni: la prova del mercato
La fase sostenuta da ESA dovrà verificare la capacità di trasformare questa architettura in applicazioni concrete. Le campagne dimostrative previste riguarderanno infrastrutture, risposta alle emergenze, sicurezza e assicurazioni, settori nei quali il monitoraggio continuativo degli asset e la disponibilità tempestiva delle informazioni possono assumere un valore economico e operativo diretto.
La milestone industriale non sarà quindi soltanto il funzionamento del payload radar, ma l’avvicinamento del sistema a un livello di maturità prossimo alla commercializzazione e la verifica sul campo dell’utilità della geo-intelligence prodotta.
«StratoSAR è il tassello che completa la nostra visione di un’infrastruttura multidominio per l’Earth Intelligence», ha affermato Claudio Piazzai, executive president e chief strategy officer di Involve Space. «Ai dati ottici e ambientali raccolti dalle nostre piattaforme aggiungiamo ora la capacità di vedere attraverso le nuvole, di notte e in qualsiasi condizione meteo, e di ottenere informazioni elaborate in linguaggio naturale e in tempo reale, abilitando così decisioni tempestive e risposte efficaci. È un passo decisivo verso l’autonomia europea nella gestione dei dati strategici sul proprio territorio».
Il progetto punta così ad aggiungere un ulteriore livello alle capacità europee per la raccolta e l’elaborazione di informazioni geospaziali, soprattutto quando siano richiesti monitoraggio persistente e autonomia operativa. Il banco di prova resta però il passaggio dalla proposta tecnologica a un servizio industrialmente sostenibile.
È su questo terreno che InCubed assume un ruolo centrale. Il percorso fino al 2028 servirà a verificare se l’integrazione tra HAPS, radar SAR, intelligenza artificiale e geo-intelligence possa trasformarsi in una capacità operativa per clienti commerciali e istituzionali, complementare all’osservazione satellitare.
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










