
L’aumento degli investimenti in difesa, sicurezza e spazio rischia di tradursi in una crescita della capacità produttiva di altri Paesi se non viene accompagnato da una strategia industriale nazionale. È da questa considerazione che prende forma il nuovo progetto promosso da Confindustria, che punta a rafforzare la filiera aerospazio difesa italiana in una fase caratterizzata da una crescente competizione internazionale e da un’accelerazione degli investimenti nei settori ad alta intensità tecnologica.
L’iniziativa, denominata Connext Filiere Aerospazio, Difesa e Sicurezza, è stata presentata alla presenza del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e dei vertici di alcune delle principali realtà industriali del comparto, tra cui Leonardo, Fincantieri e Avio Aero.
La filiera aerospazio difesa al centro della nuova politica industriale
Secondo Confindustria, il raggiungimento dell’obiettivo NATO di una spesa per la difesa pari al 3,5% del PIL entro il 2035 rappresenta una sfida che va oltre la dimensione finanziaria e richiede una visione industriale di lungo periodo.
Nel corso dell’evento, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha sottolineato:
“L’obiettivo NATO della spesa in difesa al 3,5% del Pil entro il 2035 non è solo un traguardo finanziario: deve essere uno dei pilastri della politica industriale italiana ed europea. Questa decisione, infatti, impone una strategia nazionale capace di trasformare tale scelta in un’opportunità per costruire un piano industriale di lungo periodo per il Paese in cui gli investimenti si traducano in innovazione, competenze, occupazione qualificata e competitività. La cosa da evitare è che questi investimenti finiscano all’estero. Per il nostro sistema delle imprese è prioritario generare crescita in Italia, puntando su ricerca e sviluppo a livello nazionale, nella consapevolezza che gli investimenti nei settori dell’aerospazio e della difesa generano sempre importanti ricadute dual use, con applicazioni strategiche anche in ambito civile. L’Europa e l’Italia devono capire che solo sostenendo con risorse adeguate le loro filiere strategiche saranno in grado di non perdere la grande sfida che ci lanciano Stati Uniti e Cina. Germania, Francia e Spagna, infatti, stanno rafforzando le proprie basi industriali. La Spagna, secondo i dati SIPRI, tra il 2024 e il 2025 ha aumentato del 50% le spese nel comparto e negli ultimi 9 anni queste sono passate dal 1,1% del PIL nel 2016 al 2,1% nel 2025. Noi non possiamo rimanere indietro”.
Per l’associazione degli industriali, il punto centrale consiste nell’evitare che la crescita della domanda venga soddisfatta prevalentemente attraverso importazioni, limitando così gli effetti positivi sull’economia nazionale.
Connext Filiere, il progetto per integrare grandi gruppi e PMI
Uno degli obiettivi principali dell’iniziativa riguarda il rafforzamento dei rapporti tra grandi aziende e piccole e medie imprese che compongono la catena di fornitura nazionale.
Strumento operativo del progetto è ConnextFiliere, la piattaforma digitale sviluppata da Confindustria per favorire attività di scouting, profilazione e matching industriale tra imprese. L’obiettivo è rendere più visibili competenze, capacità produttive e specializzazioni presenti sul territorio, facilitando la partecipazione delle PMI ai grandi programmi industriali e tecnologici.
Il progetto punta a rafforzare la filiera aerospazio difesa italiana attraverso una maggiore integrazione tra grandi gruppi industriali e imprese specializzate, favorendo percorsi di crescita dimensionale, aggregazione e accesso alle opportunità generate dai nuovi investimenti strategici.
Secondo la mappatura realizzata da CTNA – Cluster Tecnologico Nazionale Aerospazio e Confindustria, il settore aerospaziale italiano genera oltre 21,4 miliardi di euro di fatturato, impiega 54.300 addetti e investe circa il 5% dei ricavi in ricerca e sviluppo. Oltre l’80% della filiera è costituito da piccole e medie imprese altamente specializzate.
Sul ruolo delle PMI è intervenuto anche il vicepresidente di Confindustria per l’Aerospazio Giorgio Marsiaj:
“Senza PMI forti non esiste una filiera forte. In uno scenario internazionale caratterizzato dal rafforzamento delle politiche industriali nazionali e dalla crescente competizione tra sistemi produttivi, Confindustria punta a svolgere un ruolo sempre più operativo nel favorire connessioni industriali, investimenti e sviluppo dimensionale delle imprese. La sfida non è creare una filiera da zero, ma valorizzare e rafforzare un patrimonio industriale già esistente, affinché la crescita del settore si traduca in crescita per l’intero Sistema Paese. Ci muoviamo in questa direzione con una logica di filiera, per garantire che i campioni nazionali siano in grado di attivare e coinvolgere il tessuto delle piccole e medie imprese italiane, valorizzando l’intero ecosistema industriale nazionale”.
Lo #spazio è da sempre una dimensione naturale dell’Italia e rappresenta oggi una delle maggiori potenzialità di crescita dell’economia italiana ed europea. È uno dei settori in cui si stanno definendo i nuovi equilibri economici, tecnologici e geopolitici globali: la… pic.twitter.com/zKRNWs886T
— Adolfo Urso (@adolfo_urso) June 24, 2026
Dalla space economy alla cybersecurity: le filiere coinvolte
L’iniziativa non riguarda esclusivamente il comparto spaziale, ma si estende a una serie di settori accomunati da elevata intensità tecnologica e da una crescente convergenza tra applicazioni civili e militari.
Tra questi figurano la space economy, la difesa, la cybersecurity, l’aeronautica civile e la cantieristica navale.
Nel caso della space economy, il Governo ha previsto risorse pari a 7,8 miliardi di euro entro il 2028 per sostenere la crescita dell’ecosistema nazionale.
Durante il suo intervento, il ministro Adolfo Urso ha dichiarato:
“Lo spazio è da sempre una dimensione naturale dell’Italia e rappresenta oggi una delle maggiori potenzialità di crescita dell’economia italiana ed europea. È uno dei settori in cui si stanno definendo i nuovi equilibri economici, tecnologici e geopolitici globali: la competizione non è più soltanto tra nazioni, ma tra continenti e grandi sistemi industriali. La forza italiana sta nella sua filiera, che unisce grandi campioni nazionali, PMI altamente specializzate, startup innovative e distretti industriali diffusi in sedici regioni del Paese. Per questo abbiamo messo in campo 7,8 miliardi di euro entro il 2028 per rafforzare l’ecosistema spaziale nazionale e sostenerne la crescita. Il programma Artemis, con Luca Parmitano pilota della missione Artemis III e il modulo abitativo lunare sviluppato a Torino dall’industria italiana, è una dimostrazione concreta del ruolo che il nostro Paese può svolgere nei programmi più avanzati a livello internazionale”.
Anche la cybersecurity rappresenta un settore in rapida espansione, con un mercato nazionale superiore a 2,2 miliardi di euro e tassi di crescita annui superiori al 12%.
Gli investimenti in difesa come leva per PIL, occupazione e innovazione
Le stime presentate durante l’evento attribuiscono agli investimenti nazionali nelle filiere strategiche un potenziale impatto significativo sull’economia italiana.
Secondo le valutazioni illustrate da Confindustria, il raggiungimento dell’obiettivo NATO potrebbe determinare un incremento cumulato del PIL pari a circa +3%, equivalente a 51 miliardi di euro, grazie a un effetto moltiplicativo stimato in circa due volte il valore degli investimenti.
Lo scenario cambierebbe sensibilmente qualora la crescita della spesa fosse indirizzata prevalentemente verso fornitori esteri. In tale ipotesi, l’aumento cumulato del PIL non supererebbe lo 0,9%.
Le ricadute attese riguardano inoltre la produttività industriale, l’occupazione qualificata, il gettito fiscale e il trasferimento tecnologico verso altri comparti produttivi attraverso applicazioni dual use.
La sfida europea tra competitività industriale e autonomia strategica
La nascita di Connext Filiere si inserisce in un contesto internazionale caratterizzato dal rafforzamento delle politiche industriali nazionali e dalla crescente competizione tra grandi blocchi economici.
Nel suo intervento, Orsini ha richiamato la necessità di consolidare le basi industriali europee di fronte alla concorrenza di Stati Uniti e Cina, evidenziando come diversi Paesi europei abbiano già avviato programmi di rafforzamento del settore.
Tra gli esempi citati figura la Spagna, che secondo i dati richiamati durante l’evento ha incrementato significativamente la propria spesa nel comparto negli ultimi anni.
L’iniziativa rappresenta il primo passo verso una maggiore strutturazione della filiera aerospazio difesa nazionale e verso una più ampia integrazione delle catene del valore strategiche italiane.
Dopo il lancio del 24 giugno, il progetto proseguirà con una serie di appuntamenti territoriali previsti tra il 2026 e il 2027. L’obiettivo dichiarato da Confindustria è trasformare il modello sperimentato nell’aerospazio, difesa e sicurezza in uno strumento replicabile anche per altre filiere strategiche dell’economia italiana.
Il team editoriale di Economia dello Spazio Magazine, il magazine di riferimento della Space Economy Made in Italy.









