Robot spaziale: ASI e IIT presentano ROSAIA per le future operazioni di In-Orbit Servicing

La crescente necessità di prolungare la vita operativa dei satelliti e gestire in sicurezza i detriti orbitali sta accelerando lo sviluppo di nuove tecnologie per l’In-Orbit Servicing. In questo contesto si inserisce ROSAIA, il nuovo robot spaziale presentato al Festival dello Spazio di Busalla, un progetto finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e sviluppato dall’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) con l’obiettivo di realizzare una piattaforma robotica capace di operare autonomamente in uno degli ambienti più complessi da gestire: l’orbita terrestre.

Prototipo del robot spaziale ROSAIA sviluppato dall'IIT per operazioni di In-Orbit Servicing con intelligenza artificiale.
Il prototipo di ROSAIA, sviluppato dall’IIT nell’ambito di un progetto finanziato dall’ASI, è progettato per eseguire operazioni di manutenzione, ispezione e aggancio di satelliti grazie a un sistema robotico multibraccio controllato dall’intelligenza artificiale. Credito: AerCast

L’acronimo ROSAIA identifica un RObot parallelo continuo a Smorzamento Attivo su Intelligenza Artificiale, un sistema multibraccio progettato per combinare flessibilità meccanica, capacità di assorbire gli urti e controllo intelligente durante le operazioni di avvicinamento e manipolazione di oggetti nello spazio.

La presentazione del prototipo è stata affidata a Orietta Lanciano, Project Manager di ASI, e a Ferdinando Cannella, responsabile dell’Industrial Robotics Facility dell’IIT e Project Manager del progetto.

Un robot spaziale progettato per operare in condizioni estreme

Le attività di In-Orbit Servicing richiedono sistemi in grado di intervenire su satelliti operativi, veicoli non più funzionanti o detriti spaziali in condizioni molto diverse da quelle terrestri. L’assenza di attrito, la microgravità e la necessità di controllare con precisione assetto e velocità rendono ogni operazione di aggancio o manipolazione particolarmente delicata.

Per rispondere a queste esigenze, ROSAIA è stato progettato come un manipolatore flessibile dotato di sistemi di smorzamento attivo e passivo degli impatti. Questa caratteristica consente di ridurre le sollecitazioni durante il contatto con il bersaglio, aumentando il livello di sicurezza nelle fasi di avvicinamento, ispezione, manutenzione e cattura.

L’elemento distintivo del progetto è rappresentato dall’integrazione dell’intelligenza artificiale, che coordina i movimenti del sistema robotico e dialoga con il satellite ospite per gestire in maniera autonoma le operazioni, contribuendo alla sicurezza dell’intero sistema.

Architettura modulare e prospettive per le future missioni orbitali

Il primo prototipo realizzato dall’Istituto Italiano di Tecnologia è composto da quattro bracci flessibili lunghi circa 75 centimetri, capaci di agganciarsi tra loro per assicurare una presa stabile sul satellite o sull’oggetto da manipolare.

Il progetto è stato tuttavia concepito con un’architettura scalabile, così da poter essere adattato a differenti dimensioni e scenari operativi in funzione delle future applicazioni spaziali.

L’evoluzione di sistemi come ROSAIA riflette una delle principali direttrici dello sviluppo tecnologico della Space Economy. L’aumento del numero di satelliti in orbita, insieme alla necessità di estenderne la vita operativa e contenere la crescita dei detriti spaziali, rende infatti sempre più strategiche le tecnologie capaci di effettuare interventi robotici in autonomia e con elevati standard di sicurezza.

In questo scenario, la ricerca condotta da ASI e IIT punta a sviluppare competenze che potranno trovare applicazione nelle future missioni dedicate alla manutenzione, all’ispezione e alla gestione delle infrastrutture spaziali, un segmento destinato ad assumere un ruolo crescente nell’evoluzione dei servizi orbitali.

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Il team editoriale di Economia dello Spazio Magazine, il magazine di riferimento della Space Economy Made in Italy.