
EUMETSAT Aeolus-2 compie un passo avanti verso la fase di sviluppo dopo che, nel corso del Consiglio estivo 2026 dell’organizzazione, gli Stati membri hanno registrato progressi significativi nella ricerca del consenso necessario per l’attuazione del programma. L’iniziativa, denominata EPS-Aeolus all’interno di EUMETSAT, punta a trasformare una tecnologia dimostrata con successo in un servizio operativo destinato a migliorare le osservazioni globali del vento e il supporto alle previsioni meteorologiche.
Il satellite, il cui lancio è attualmente previsto nel 2034, rappresenta l’evoluzione della missione Aeolus-1, sviluppata nell’ambito del programma Earth Explorer dell’ESA, che ha dimostrato per la prima volta il valore delle misurazioni dirette del vento dallo spazio.
EUMETSAT Aeolus-2 verso la fase operativa
L’avanzamento del programma segna un passaggio istituzionale rilevante per il sistema europeo di osservazione della Terra. Con il consenso in via di definizione tra gli Stati membri, EUMETSAT potrà avviare l’attuazione di EPS-Aeolus, aprendo la strada allo sviluppo del satellite destinato a garantire osservazioni regolari dei venti su scala globale.
La missione utilizzerà un lidar Doppler, tecnologia capace di misurare la velocità del vento analizzando la diffusione della luce nell’atmosfera. Le osservazioni copriranno l’intera colonna atmosferica, dal suolo fino a circa 30 chilometri di quota, colmando una delle principali lacune dei sistemi di osservazione, in particolare sopra gli oceani e nelle aree remote.
L’obiettivo è consolidare il passaggio da una missione dimostrativa a un’infrastruttura operativa permanente, in grado di fornire dati continui ai servizi meteorologici europei e internazionali.
Dall’eredità di Aeolus-1 ai benefici per meteorologia e industria
La nuova missione raccoglie l’eredità di Aeolus-1, quinta missione Earth Explorer dell’ESA, che ha superato la propria vita operativa prevista e i cui dati sono stati progressivamente integrati nei sistemi dei principali centri meteorologici, tra cui il Met Office e il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF).
Le misurazioni del vento ottenute dallo spazio consentono di migliorare la qualità delle previsioni meteorologiche e dei modelli climatici, offrendo una rappresentazione più accurata della circolazione atmosferica. Tra le applicazioni attese figurano una migliore individuazione della corrente a getto, con possibili benefici per la sicurezza del trasporto aereo, l’ottimizzazione dei consumi di carburante e la pianificazione delle rotte di volo.
La disponibilità di serie storiche più complete contribuirà inoltre a rafforzare gli strumenti utilizzati per le strategie di adattamento ai cambiamenti climatici, la gestione delle emergenze e la protezione delle infrastrutture.
Sul piano industriale, il programma conferma il coinvolgimento dell’industria britannica. I team di Airbus nel Regno Unito metteranno a disposizione l’esperienza maturata con la missione precedente, contribuendo allo sviluppo del nuovo satellite e al mantenimento di competenze altamente specializzate nel comparto spaziale europeo.
Un altro elemento destinato a influenzare l’evoluzione della missione riguarda la sostenibilità delle operazioni orbitali. Nel 2023, Aeolus-1 è stato protagonista del primo rientro assistito del suo genere, utilizzando il propellente residuo per abbassare progressivamente l’orbita e favorire una distruzione controllata nell’atmosfera. L’operazione ha contribuito a ridurre il rischio di detriti spaziali, diventando un riferimento per le future procedure di dismissione dei satelliti.
Commentando l’avanzamento del programma, Simon Brown, amministratore delegato ad interim del Met Office e capo della delegazione britannica presso EUMETSAT, ha dichiarato:
«Il lavoro su Aeolus-2 è di fondamentale importanza per l’industria britannica e sono lieto che stiamo sviluppando capacità innovative che ci aiutano, come Met Office, a mantenere la nostra posizione di uno dei principali centri meteorologici mondiali, garantendo la sicurezza dei cittadini del Regno Unito e consentendo all’economia britannica di prosperare. Portare avanti questa missione è la dimostrazione della collaborazione europea che si svolge in seno all’ESA e a EUMETSAT.»
Con il percorso verso l’attuazione di EUMETSAT Aeolus-2, l’Europa rafforza così una delle proprie capacità strategiche nel settore dell’osservazione della Terra, puntando a rendere strutturale un patrimonio tecnologico già dimostratosi determinante per la meteorologia operativa e la ricerca climatica.
Fonte dati: Agenzia spaziale del Regno Unito
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










