
Lockheed Martin (NYSE: LMT) ha annunciato un investimento di 25 milioni di dollari in Fortem Technologies, leader globale nella sicurezza dello spazio aereo. Questo investimento, che rappresenta la prima tranche del round di finanziamento di Serie B di Fortem, consentirà a Fortem di accelerare la produzione su larga scala e di migliorare l’implementazione all’interno dell’ecosistema anti-UAS Sanctum di Lockheed Martin.
Basandosi su una collaborazione consolidata, l’investimento promuove un approccio integrato, sviluppato congiuntamente, per contrastare i droni, che sta entrando in una fase di implementazione operativa più ampia.
La rapida proliferazione di sistemi aerei senza pilota di piccole dimensioni, economici e facilmente reperibili ha creato una nuova e pervasiva minaccia per le piattaforme militari, le infrastrutture critiche e lo spazio aereo civile.
Vantaggio operativo strategico: i moderni campi di battaglia sono sempre più congestionati da droni ostili in grado di attaccare in sciami, stazionare o consegnare carichi di precisione. Integrando la tecnologia di rilevamento, tracciamento e neutralizzazione basata sull’intelligenza artificiale di Fortem nella suite Sanctum, gli Stati Uniti e i partner alleati ottengono una “catena di eliminazione” istantanea in grado di sopprimere gli sciami di droni prima che diventino un rischio cinetico.
Efficienza economica e risparmio sui costi: i tradizionali intercettori cinetici, come missili, razzi e armi a energia diretta, hanno un costo per singolo colpo elevato. La piattaforma di sensori a basso costo di Fortem, incentrata sul software, riduce il costo per ingaggio di oltre l’80%, garantendo al contempo un’efficacia comparabile contro minacce difficilmente osservabili. L’avvio della produzione su larga scala genererà una catena logistica sostenibile e a bassa manutenzione, con conseguenti risparmi misurabili e cicli di addestramento e prontezza operativa più frequenti.
Interoperabilità in tutti i domini: la soluzione Fortem ha un’architettura aperta ed è conforme allo standard MOSA, consentendo una perfetta integrazione non solo con i nodi aerei e terrestri di Sanctum, ma anche con le reti di difesa aerea alleate, i sistemi di comando e controllo delle forze congiunte e i nuovi collegamenti dati. Questa interoperabilità garantisce che gli alleati possano integrare la tecnologia nelle proprie architetture di difesa senza costose riprogettazioni.
Leadership tecnologica e resilienza della base industriale: la partnership accelera lo sviluppo congiunto di intelligenza artificiale di nuova generazione, edge computing e capacità radar ad alta risoluzione. Investendo in Fortem, Lockheed Martin salvaguarda una componente fondamentale della base industriale per la sicurezza nazionale, crea posti di lavoro altamente qualificati e posiziona l’azienda all’avanguardia del mercato globale delle contromisure contro i droni, che si prevede supererà i 12 miliardi di dollari entro il 2030. L’investimento consentirà a Fortem di almeno raddoppiare la capacità produttiva e creare nuovi posti di lavoro presso il suo stabilimento di produzione a Lindon, nello Utah.
“Questa collaborazione strategica fornirà solide capacità operative in linea con la richiesta dei nostri clienti di soluzioni rapidamente implementabili, scalabili in termini di volume ed evolute alla stessa velocità della minaccia rappresentata dai droni. Questo è solo l’ultimo esempio del nostro impegno a investire in anticipo rispetto alle necessità, per fornire soluzioni con la rapidità necessaria e a costi contenuti”, ha dichiarato Stephanie C. Hill, Presidente di Lockheed Martin Rotary and Mission Systems.
“Le minacce rappresentate dai droni a basso costo e sempre più autonomi si stanno diffondendo a un ritmo più rapido di quanto i sistemi di difesa tradizionali siano stati progettati per gestire”, ha dichiarato Jon Gruen, CEO di Fortem Technologies. “La nostra collaborazione con Lockheed Martin riflette la comune consapevolezza che le capacità di contrasto ai droni debbano essere autonome, integrate e implementabili su larga scala. Insieme, stiamo prendendo una tecnologia già collaudata in contesti operativi e ne stiamo accelerando l’implementazione per offrire una difesa più solida e reattiva contro le minacce in continua evoluzione.”
Fonte: Lockheed Martin
Michelangelo Moles laureato magistrale in Corporate Communication e Media è specializzato nei temi della space economy e della blue economy, con particolare attenzione agli aspetti legati all’innovazione, alla comunicazione strategica e alla divulgazione dei nuovi modelli economici connessi al mare e allo spazio.
Nel corso degli anni ha acquisito una forte capacità di strutturare informazioni, notizie e approfondimenti sui principali comparti dell’economia dello spazio e dell’economia del mare: satelliti, telecomunicazioni, osservazione della Terra, space tech, portualità, logistica, innovazione marittima, sostenibilità, tecnologie dual use e interconnessioni tra settore aerospaziale e blue economy.










